Migranti a Ceuta, cresce l'attesa tra spiaggia e centro d'accoglienza
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Redazione Esteri
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I migranti a Ceuta aspettano di entrare nel Ceti, il centro di permanenza temporanea dell'enclave spagnola al confine con il Marocco, mentre resta alta la tensione legata all'emergenza iniziata da circa un mese. Sulla spiaggia del Trampolìn alcuni giovani si riparano, cucinano, dormono all'aperto e attendono informazioni sulla possibilità di essere accolti nella struttura. La situazione si è sviluppata dopo l'ingresso a Ceuta di circa 72mila persone, in gran parte marocchine, che nella maggior parte dei casi sono state poi riportate in Marocco.
L'attesa dei migranti tra la spiaggia e il centro di accoglienza
La presenza dei migranti in attesa vicino al Ceti racconta la fase successiva agli arrivi che hanno interessato l'enclave spagnola nelle settimane precedenti. Alcune persone rimangono negli spazi esterni alla ricerca di notizie sull'accoglienza, trascorrendo il tempo sulla spiaggia del Trampolìn senza una sistemazione all'interno del centro. La situazione riguarda giovani arrivati al confine tra Ceuta e il Marocco, dove le autorità continuano a gestire gli effetti dell'emergenza migranti che ha coinvolto il territorio spagnolo.
Nel frattempo, tra l'Amministrazione di Ceuta e il governo spagnolo guidato da Pedro Sanchez è aperto un confronto sulla gestione della crisi. Il presidente della città autonoma spagnola, Juan Jesus Vivas, ha rivolto dure accuse alla risposta della Moncloa, ritenuta insufficiente rispetto alla situazione che si sta verificando nell'exclave spagnola in Marocco. Sanchez ha riunito i suoi ministri per affrontare l'emergenza, in una seconda riunione dopo lo scoppio della crisi alla fine di luglio.
La frontiera bloccata dalle forze di sicurezza marocchine
Il nuovo tentativo di ingresso di massa a Ceuta previsto durante il fine settimana di Ferragosto non si è verificato. A impedire che centinaia di migranti raggiungessero la frontiera dell'exclave spagnola sono state soprattutto le forze di sicurezza marocchine, intervenute nelle aree vicine a Fnideq, località situata a pochi chilometri dal confine. L'operazione ha coinvolto un vasto dispositivo con agenti antisommossa, elicotteri, droni e unità cinofile.
La pressione sul confine di Ceuta è rimasta comunque al centro dell'attenzione dopo il precedente tentativo di ingresso del 30 luglio. L'emergenza ha coinvolto migranti marocchini ma soprattutto subsahariani diretti verso quel territorio spagnolo in Nord Africa. Il blocco organizzato dalle autorità marocchine ha evitato un nuovo assalto alla frontiera durante il periodo di Ferragosto, mentre nell'enclave è proseguita la gestione delle persone ancora in attesa di accoglienza.
La tensione a Ceuta dopo il nuovo allarme al confine
Il clima di forte tensione è emerso anche attraverso il messaggio "Ceuta no se vende, Ceuta se defiende", che significa "Ceuta non si vende, Ceuta si difende". Dopo la sconfitta per 5-1 in trasferta contro il Fútbol Club Andorra, i giocatori dell'Agrupación Deportiva Ceuta, squadra che milita nella Segunda División, hanno posato per una fotografia vicino allo striscione con quello slogan.
L'immagine è arrivata in un momento delicato per l'enclave spagnola, dove il tema dei migranti resta legato alle tensioni lungo il confine con il Marocco. La partita si è disputata a Ferragosto, proprio mentre era atteso un secondo tentativo di ingresso dopo quello del 30 luglio. La situazione ha mantenuto alta l'attenzione sulla gestione degli arrivi, sull'attesa davanti al Ceti e sul controllo della frontiera.
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