Incentivi auto 2026, torna il bonus per le microcar elettriche. Fondo da 1,6 miliardi per il settore
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Redazione Economia
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La corsa agli incentivi per le auto elettriche, che lo scorso autunno si è esaurita nel giro di un solo giorno a causa dei vincoli legati al reddito, non troverà una replica immediata nel 2026. Il quadro delle agevolazioni, come definito nel Fondo Automotive da 1,6 miliardi di euro recentemente sbloccato dal governo dopo mesi di stallo, prevede infatti misure diverse, orientate a sostenere la mobilità attraverso canali alternativi. In attesa che i decreti attuativi, la cui pubblicazione è imminente, definiscano le procedure operative, è già possibile tracciare la mappa dei contributi che saranno accessibili nei prossimi mesi, i quali segnano un cambiamento di rotta rispetto al passato più recente.
Microcar elettriche: il ritorno degli incentivi
Tra le novità più attese c'è il ritorno degli incentivi dedicati all'acquisto di quadricicli elettrici, quelle vetture di piccole dimensioni classificate come L6e e L7e, comunemente note come microcar. La misura, finanziata con uno stanziamento di 30 milioni di euro, prevede uno sconto pari al 30% sul prezzo finale di vendita, con un tetto massimo di 3.000 euro. L'importo del contributo, tuttavia, può salire fino al 40% e a 4.000 euro nel caso in cui l'acquisto sia accompagnato dalla rottamazione di un veicolo della stessa categoria, posseduto da almeno dodici mesi e di classe ambientale fino all'Euro 3. Questa tipologia di agevolazione, che non presenta limiti legati all'Isee del richiedente, punta a favorire una mobilità urbana più agile e sostenibile, offrendo una soluzione concreta per districarsi nel traffico dei centri città.
Le differenze tra le due categorie di quadricicli
La distinzione tra le due categorie di quadricicli, i leggeri L6e e i pesanti L7e, non è meramente tecnica ma definisce caratteristiche d'uso ben precise. I primi, il cui peso non supera i 350 chilogrammi più quello delle batterie, hanno una potenza massima di 4 kW e non possono viaggiare a velocità superiori ai 45 chilometri orari; per guidarli è necessaria l'età minima di 14 anni e il possesso della patente AM, il cosiddetto patentino. I secondi, invece, possono arrivare a 400 chilogrammi di tara, più le batterie, e dispongono di una potenza fino a 15 kW, senza alcun limite prestabilito per la velocità massima; l'accesso è consentito dai 16 anni di età con la patente B1. Si tratta, in sostanza, di veicoli pensati per target diversi, accomunati dall'essere elettrici e dall'offrire un'alternativa pratica all'auto tradizionale per gli spostamenti quotidiani.
Il pacchetto di sostegno al settore automotive
Lo sblocco del Fondo Automotive, avvenuto in seguito all'ultimo Tavolo settoriale convocato al Ministero delle Imprese e del Made in Italy, rappresenta una risposta concreta alle pressioni di un'industria strategica per il paese, chiamata ad affrontare la complessa transizione tecnologica in un contesto di forte concorrenza internazionale. I 1,6 miliardi di euro stanziati, dei quali fa parte anche il capitolo dedicato ai quadricicli, segnalano la volontà del governo di riportare l'attenzione sulla politica industriale nazionale per l'automotive, dopo un periodo di incertezza che aveva tenuto in sospeso le risorse. Mentre si attendono i decreti attuativi che daranno il via alle singole misure, l'intero comparto può dunque contare su un quadro di sostegno finanziario definito, sebbene diversificato rispetto alle precedenti edizioni degli ecobonus.




