Aggressione ad Amsterdam, tifosi israeliani nel mirino
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Redazione Esteri
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Nella notte ad Amsterdam, a margine del match di Europa League tra Ajax e Maccabi Tel Aviv, si è verificato un grave episodio di violenza che ha coinvolto i tifosi israeliani. Circa 2.700 sostenitori del Maccabi, giunti in città per assistere alla partita, sono stati aggrediti da gruppi filo-palestinesi organizzati, che li attendevano fuori dallo stadio. Gli aggressori, muovendosi sotto lo slogan "Free Palestine", hanno dato vita a una vera e propria caccia all'uomo, culminata in scontri violenti.
Il bilancio della notte di guerriglia urbana è pesante: dieci tifosi israeliani sono rimasti feriti, cinque dei quali sono stati ricoverati in ospedale, mentre le autorità hanno effettuato sessantadue arresti. Il premier israeliano Netanyahu, in una telefonata con il primo ministro olandese Schoof, ha condannato l'aggressione definendola un "attacco antisemita premeditato" e ha inviato due aerei per soccorrere i sostenitori del Maccabi.
Le autorità olandesi, concordi nel definire gli eventi come "attacchi antisemiti", hanno espresso la loro ferma condanna per quanto accaduto. Paolo Formentini, vicepresidente della commissione Affari esteri e deputato della Lega, ha commentato l'episodio parlando di un possibile "ritorno dei pogrom in Europa" e ha ribadito la necessità di fermare l'odio antisemita, sottolineando l'impegno della Lega nel condannare ogni forma di violenza antisemita.
Questo episodio, che ha scosso profondamente l'opinione pubblica, mette in luce la crescente tensione e l'odio che ancora oggi possono sfociare in atti di violenza organizzata.




