Ustica, la Procura di Roma chiede l’archiviazione dell’inchiesta per strage

Articolo Precedente

precedente
Articolo Successivo

successivo

Redazione Interno Redazione Interno   -   Quarantatré anni dopo la tragedia del Dc-9 Itavia, che il 27 giugno 1980 precipitò nel mare tra Ponza e Ustica causando la morte di 81 persone, la Procura di Roma ha chiesto l’archiviazione dell’ultima inchiesta aperta per fare luce sulla strage. Una decisione che, se confermata dal giudice per le indagini preliminari, segnerebbe l’ennesimo capitolo di un caso rimasto irrisolto, alimentando frustrazione e rabbia tra i familiari delle vittime, che da decenni attendono verità e giustizia.

Secondo quanto riportato da fonti giornalistiche, la richiesta di archiviazione – avanzata contro ignoti – esclude l’ipotesi che l’aereo sia stato abbattuto da una bomba collocata a bordo, una delle piste seguite negli anni insieme a quella di un possibile scontro con un missile. La ricostruzione dei magistrati, basata su analisi tecniche e testimonianze, non ha però portato a individuare responsabili certi, lasciando aperte domande che continuano a pesare come un macigno.

Tra le vittime, 77 passeggeri – tra cui 11 bambini – e quattro membri dell’equipaggio persero la vita in quella che rimane una delle pagine più oscure della storia italiana. Daria Bonfietti, presidente dell’Associazione parenti delle vittime della Strage di Ustica, ha espresso la propria delusione, sottolineando la necessità di conoscere nel dettaglio il contenuto degli atti e di sapere quanti “paesi amici” abbiano risposto alle rogatorie internazionali. “Quando la magistratura non riesce a concludere, è necessario l’intervento della politica”, ha dichiarato all’ANSA, evidenziando come il caso non possa essere chiuso senza aver esaurito ogni possibile indagine.

La richiesta di archiviazione, seppur non definitiva, rischia di trasformarsi in un ulteriore colpo per i familiari, molti dei quali hanno vissuto con la speranza che, prima o poi, i responsabili venissero identificati. “Li uccidono una seconda volta”, è il commento amaro che circola tra chi, da anni, lotta per mantenere viva la memoria di quanto accaduto.

Il disastro di Ustica, avvenuto in un contesto internazionale segnato dalla Guerra Fredda e da tensioni geopolitiche, è stato oggetto di numerose teorie e ipotesi, spesso alimentate dalla mancanza di trasparenza e dalla complessità delle indagini. Nonostante le diverse commissioni parlamentari e le inchieste giudiziarie, il caso non ha mai trovato una soluzione definitiva, lasciando spazio a dubbi e interrogativi che, con il passare del tempo, sembrano destinati a rimanere senza risposta.

Puoi condividere questo articolo o riprenderne i contenuti, anche parzialmente, citando la fonte con link attivo a informazione.news, il portale online di notizie e approfondimenti.