Guerra per lo scudetto, venti milioni di italiani in trincea

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Redazione Sport Redazione Sport   -   La Serie A, il cui fascino un po' demodé resiste all'esodo dei campioni verso le sterline inglesi, si presenta all'appuntamento cruciale della seconda parte della stagione come un rompicapo avvincente, il più difficile e tatticamente evoluto, stando a una consolidata tradizione di pensiero. Una ricerca realizzata da StageUp e Ipsos, pubblicata a inizio torneo, fotografa un dato che, alla luce dell'attuale classifica, assume contorni quasi epici: sono circa venticinque milioni e mezzo i tifosi delle squadre di massima serie, e di questi, oltre venti milioni – sostenitori delle prime cinque in classifica – si sentono oggi in lotta per il Titolo. Un popolo di sognatori, se si pensa che solo uno di questi sogni potrà materializzarsi a maggio.

La geografia del tifo e la classifica reale

La mappa della passione, peraltro, non coincide esattamente con quella dei punti in tabella. A comandare la graduatoria del tifo è la Juventus, con quasi sette milioni e novecento mila fedelissimi, seguita nell'ordine da Inter, Milan, Napoli e Roma. Quest'ultima, in caso di vittoria nella partita contro il Genoa, andrebbe a infittire ulteriormente un gruppo di testa già compressissimo, dove cinque squadre si ritroverebbero racchiuse in soli quattro punti. Una situazione di equilibrio precario, che il giornalista Ivan Zazzaroni ha definito, non a caso, "interessante", sottolineando come l'Inter, dopo la pesante vittoria sull'Atalanta, abbia "fatto il pieno" pur con qualche sofferenza.

Il realismo toscano di Spalletti e le vittorie a reti inviolate

A smorzare qualsiasi eccesso di euforia tra i venti milioni di aspiranti campioni ci ha pensato, con il suo proverbiale pragmatismo, l'allenatore del Napoli Luciano Spalletti. Rispondendo a un tifoso che gli chiedeva dello scudetto, ha tagliato corto con una battuta di schietto realismo toscano: «'Un si vince un cazzo». Intanto, le cosiddette "Fab Four" – Inter, Milan, Juventus e Napoli – hanno collezionato successi senza incassare gol, un dato che però non basta a nascondere le differenze di rendimento. Alcuni di loro, come ha notato Zazzaroni, hanno mostrato i segni della fatica, con "brutti primi tempi" per rossoneri e bianconeri, mentre Inter e Napoli hanno convinto di più. La nona vittoria consecutiva dell'Inter sull'Atalanta, un vero e proprio tabù che si estende tra campionato e coppe, conferma uno stato di forma particolare.

I misteri di un campionato sempre in bilico

L'incertezza, che regna sovrana, è la vera ciliegina sulla torta di un torneo che si presenta ricco di segreti, casi irrisolti e domande in cerca di risposta. Si parla di liti, di gol caduti nel dimenticatoio, di situazioni ancora da dipanare, elementi che contribuiscono a quel clima di suspence permanente che caratterizza il calcio italiano. L'anno che verrà, per le cinque pretendenti e per i loro milioni di sostenitori, si apre dunque con molti nodi ancora da sciogliere, in una sfida dove ogni dettaglio – uno spreco in attacco come quelli rimproverati alla Juventus, o l'affidabilità implacabile di un bomber come Lautaro – può fare la differenza in un gioco dalle regole ferree e dall'esito imprevedibile.

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