Cupra Born, la piccola elettrica spagnola si fa più grintosa e matura
Articolo Precedente
Articolo Successivo
Redazione Scienza e Tecnologia
-
MADRID. È passato un lustro, esattamente cinque anni e oltre 170.000 unità vendute dopo, dal debutto della prima Cupra che non bruciava carburante ma elettroni. Quella nascita, avvenuta sfruttando la piattaforma MEB del Gruppo Volkswagen – la stessa, va detto, della cugina più razionale ID.3 – segnò l’ingresso ufficiale del marchio spagnolo nell’era della mobilità a zero emissioni. Oggi, forte dei feedback raccolti in mezzo decennio di presenza su strada, la Casa di Barcellona ha deciso di alzare il tiro: la nuova Born per il model year 2026, infatti, non si limita a un semplice ritocco di trucco, ma riceve un restyling profondo che ne affina il carattere sportivo, aggiorna la tecnologia di bordo e, cosa non secondaria, rivoluziona l’offerta di motori.
Un muso “shark nose” e un abitacolo che torna ai comandi fisici
Esteticamente, l’evoluzione è più decisa di quanto si possa credere a un primo sguardo. Il frontale adotta il nuovo linguaggio stilistico del brand, quello soprannominato “shark nose”, che dona alla compatta una maggiore aggressività grazie anche ai nuovi fari Matrix LED dalla firma triangolare. Al posteriore, a fare da contraltare, spicca il logo Cupra che si illumina di rosso, integrato in una striscia luminosa che attraversa tutto il portellone, mentre il diffusore ridisegnato sottolinea le ambizioni prestazionali del modello.
Se fuori i cambiamenti sono immediatamente percepibili, è nell’abitacolo che si consuma la vera rivoluzione tecnologica. Cupra ha ascoltato le critiche mosse alla precedente generazione – e in particolare alla gestione touch delle funzioni – e il nuovo volante, lo si nota subito, torna a schierare una serie di comandi fisici, una scelta che migliora l’ergonomia e riduce le distrazioni al volante. Il cruscotto digitale cresce fino a 10,25 pollici, mentre al centro della placca campeggia un nuovissimo display da 12,9 pollici. Questo schermo, va sottolineato, integra un sistema operativo basato su Android Automotive, il che promette una maggiore fluidità e la possibilità di ricevere aggiornamenti over-the-air costanti.
Tre motorizzazioni per coprire ogni esigenza: si parte dai 190 Cv
La gamma, interamente a trazione posteriore per preservare quella agilità che contraddistingue la Born, si articola ora in tre livelli di potenza, offrendo così al pubblico una scelta più ampia. L’allestimento d’accesso, denominato Impulse+, monta un motore da 190 Cv (140 kW) abbinato a una batteria da 58 kWh (con chimica LFP). Un’accoppiata, questa, studiata per chi cerca un equilibrio virtuoso tra costi di gestione e utilizzo quotidiano, capace di garantire un’autonomia fino a 484 chilometri nel ciclo WLTP. Si sale poi verso il top di gamma, la versione VZ (sigla che da sempre identifica le creature più performanti del brand), dove sotto il cofano trova posto un propulsore da 326 Cv e 545 Nm di coppia. In questo caso, la batteria passa a 79 kWh (chimica NMC), più performante e capace di spingere l’autonomia fino a 631 chilometri, un dato che la rende concorrenziale persino nei confronti di Tesla Model 3 e Hyundai Ioniq 5.
Prestazioni da “tigre” e offerte dedicate per il mercato italiano
Chi guida la versione VZ, la più radicale, non può restare indifferente ai numeri: lo scatto da 0 a 100 km/h viene polverizzato in soli 5,6 secondi, mentre la velocità massima tocca i 200 km/h. Ma, al di là delle cifre, la vera novità sta nell’esperienza di guida affinata: il Dynamic Chassis Control (DCC) offre 15 livelli di regolazione della durezza, e debutta la funzione “one-pedal driving”, che permette di gestire accelerazione e frenate con un solo pedale, recuperando energia in modo efficiente. La ricarica, infine, non è da meno: in corrente continua, sulla versione da 79 kWh, si possono recuperare dal 10 all’80% della carica in circa 26-30 minuti, sfruttando una potenza di picco di 185 kW.
Sul fronte dei prezzi, la Casa ha studiato un approccio dinamico per l’Italia. Se il listino ufficiale parte teoricamente da 41.750 euro, chi effettivamente si reca in concessionaria – o valuta le formule di noleggio – può trovare condizioni ben diverse. La versione Impulse+, considerata il “cuore pulsante” della gamma per il nostro mercato, è già proposta con la formula “CUPRA Drive Way” a 395 euro al mese (con un anticipo di 5.500 euro), canone che include assicurazione e manutenzione. Un modo, questo, per rendere la nuova Born più accessibile senza però snaturare la sua anima: quella di una sportiva a batteria che finalmente ha smesso i panni della – pur nobile – cugina di Wolfsburg.




