Fischnaller scolpisce il bronzo a Ronco, tra le curve di casa
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Redazione Sport
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Dominik Fischnaller, che ha ribadito di non avere intenzione di fermarsi, ha impresso la sua potenza sul ghiaccio di Ronco, aggiudicandosi la medaglia di bronzo nello slittino singolo maschile e replicando, non senza una fatica diversa, il risultato ottenuto quattro anni prima a Pechino. L’atleta altoatesino, partito dalla pista “Eugenio Monti” studiata in ogni minimo dettaglio, ha costruito questo traguardo con un lavoro meticoloso che è iniziato molto prima delle Olimpiadi: consapevole che per quella pista servisse una massa maggiore, ha lavorato per mesi sui propri muscoli, arrivando a pesare 97 chilogrammi, ai quali vanno sommati i 23 del mezzo. Un totale di 120 chilogrammi che, lanciati nel budello di ghiaccio trattato con ammoniaca, hanno sfrecciato verso il traguardo toccando velocità prossime ai 140 chilometri orari, in una discesa che è pura fisica applicata.
La costanza di un percorso senza sbavature
La gara, che ha visto il tedesco Langenhan conquistare l’oro e l’austriaco Müller l’argento, è stata un esempio di straordinaria regolarità per Fischnaller, il quale si è mantenuto saldamente al terzo posto in ognuna delle quattro manche, confermando un podio che non ha mai mutato la sua composizione dall’inizio alla fine. Una performance controllata, dove l’atleta non ha concesso spazio a errori, dimostrando una freddezza e una precisione che sono il frutto di un’intera stagione di preparazione e adattamento. “Ho fatto quattro discese fortissime”, ha dichiarato l’atlete a caldo, sottolineando come la soddisfazione derivi proprio dalla perfezione esecutiva.
Il valore aggiunto di una pista italiana
Se il metallo è lo stesso di Pechino, il contesto, come ha tenuto a precisare Fischnaller, ha un sapore profondamente diverso. “È più bello fare la medaglia in Italia”, ha affermato, evidenziando come la pressione percepita in questa occasione fosse maggiore, il che rende il successo, per certi versi, ancora più significativo e appagante. La gioia, del resto, non è soltanto personale ma condivisa con un piccolo esercito di sostenitori, oltre un centinaio, giunto da Maranza per tifare per lui e che, insieme ai telecronisti, non ha potuto fare a meno di alzarsi in piedi per celebrarne l’impresa. Un’emozione che si è materializzata nel nuovo Sliding Center, struttura per la quale l’atlete ha espresso un grande entusiasmo, definendola “la pista più bella del mondo”.
Un’infrastruttura che guarda al futuro
Oltre al valore simbolico e agonistico, la medaglia vinta a Cortina assume un rilievo importante per lo sviluppo futuro dello sport in Italia. Fischnaller ha messo in luce l’importanza cruciale di avere ora a disposizione una pista di altissimo livello nel proprio paese, notando come questo elimini la necessità di lunghi e costosi trasferimenti per gli allenamenti, spesso in Austria o in Nord America. La struttura, quindi, non rappresenta solo il palcoscenico di un successo immediato, ma diventa una risorsa fondamentale per la preparazione delle prossime generazioni di atleti, un investimento concreto che va ben oltre il singolo evento olimpico.




