Lo slittino azzurro aggiunge un altro bronzo nel relay, la Germania chiude davanti a tutti sulla pista di Cortina
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Redazione Sport
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Passano le ore, cambiano le specialità – dal doppio maschile e femminile si è passati alla prova a squadre – ma il risultato, per la slittinopoli italiana, non muta: si continua a salire sul podio. Stavolta tocca alla staffetta mista, ultimo atto del programma dello slittino ai Giochi di Milano-Cortina, regalare al movimento guidato da Armin Zöggeler la quarta medaglia complessiva, la seconda di bronzo dopo quella già messa al collo da Dominik Fischnaller nel singolo.
Il quartetto, o sarebbe più corretto dire il sestetto, considerando che le frazioni sono quattro ma due di queste prevedono coppie, ha composto una prova di solida consistenza tecnica. Verena Hofer, che nel singolo femminile aveva chiuso ai piedi del podio, ha aperto le danze; quindi è toccato a Emanuel Rieder e Simon Kainzwaldner, reduci dall’oro nel doppio uomini, prendere il via. A loro si sono aggiunti Fischnaller stesso, già bronzo nel singolo, e il tandem femminile formato da Andrea Vötter e Marion Oberhofer, a loro volta campionesse olimpiche nel doppio. Un mosaico di campioni, insomma, che ha portato l’Italia al terzo gradino del podio in 3 minuti, 42 secondi e 521 millesimi.
Davanti, però, la musica era tedesca e suonava con ben altro ritmo. La Germania, che in questa disciplina ha costruito una vera e propria egemonia tecnica, ha fatto segnare il miglior tempo in ciascuna delle quattro frazioni, fermando il cronometro sul 3’41”672 e stabilendo di fatto il nuovo record della pista Eugenio Monti. Imprendibili. Alle sue spalle si è piazzata l’Austria, argento con un distacco di 542 millesimi, mentre l’Italia ha dovuto difendere la medaglia dalla rimonta della Lettonia, quarta a soli 228 millesimi dagli azzurri.
Il peso del gesto: gli ucraini in ginocchio per Heraskevych
La gara ha vissuto anche momenti che trascendono l’agonismo puro. Al sesto posto finale, l’Ucraina ha concluso la propria prova con un gesto che ha attirato l’attenzione delle telecamere e del pubblico: tutti e sei gli atleti, varcata la linea del traguardo, si sono lasciati cadere in ginocchio sul ghiaccio, tenendo i caschi sollevati verso il cielo. Un’intenzione commemorativa chiara, rivolta a Vladyslav Heraskevych, lo skeletonista escluso qualche ora prima dalla sua gara per aver indossato un casco dedicato ai caduti del conflitto con la Russia. Un’omissione forzata dal regolamento, quella subita da Heraskevych, che i colleghi della pista hanno voluto simbolicamente riparare con una coreografia silenziosa eppure gridata a gran voce.
Il bottino dello slittino e la gerarchia del medagliere
Per la squadra azzurra, questo bronzo rappresenta la quarta medaglia su quattro gare disputate, con l’unica eccezione del singolo femminile – ancora una volta con Verena Hofer – concluso in quarta posizione. Un ruolino di marcia che colloca l’Italia al secondo posto nel medagliere specifico della disciplina, alle spalle della sola Germania, e che certifica lo stato di grazia di un gruppo cresciuto sotto la supervisione tecnica di Zöggeler.
La prova corale ha inoltre permesso all’Italia di allungare il proprio conto personale in questa edizione dei Giochi, raggiungendo quota sedici medaglie complessive. Lo slittino, da solo, ne ha portate a casa quattro: due dei due ori più lucenti, quelli dei doppi, e due bronzi, quello di Fischnaller e quello odierno del relay. Un contributo determinante per tenere alta la bandiera azzurra in un’Olimpiade di casa che, giorno dopo giorno, vede l’Italia recitare un ruolo da protagonista assoluta nelle discipline del ghiaccio e del fondo.




