La Roma incassa il no del Giudice Sportivo, Wesley si difende: “Quel fallo non esisteva”
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Redazione Sport
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La ragnatela burocratica della giustizia sportiva, a volte, si chiude in maniera inesorabile attorno alle speranze di un club, e l'ultimo capitolo di questa intricata storia ha per protagonista la Roma e il suo esterno brasiliano Wesley. Nonostante il ricorso presentato dalla società giallorossa, fondato sull'ipotesi di un clamoroso scambio di persona nell'assegnazione del secondo cartellino giallo durante la sfida del Sinigaglia contro il Como, il Giudice Sportivo Gerardo Mastrandrea ha blindato il verdetto di campo. L'analisi delle immagini televisive, incrociata con le dichiarazioni integrative dell'arbitro Davide Massa e del VAR Michael Fabbri, ha delineato una verità processuale contro la quale non c'è stata possibilità di appello: nell'azione incriminata, al 19' del secondo tempo, se è vero che Devyne Rensch contrasta regolarmente Assane Diao, è altrettanto inconfutabile, agli occhi della giustizia sportiva, che sia stato Wesley a colpire successivamente l'avversario con un intervento falloso. Una dinamica, questa, che ha portato al secondo giallo per il brasiliano e alla conseguente espulsione, sanzione che lo costringerà a saltare il prossimo impegno di campionato contro il Lecce.
La versione del diretto interessato tra amarezza e voglia di riscatto
Se il responso del Giudice Sportivo ha chiuso il capitolo disciplinare, la ferita per l'episodio, però, sembra ancora aperta nello spogliatoio romanista, e le parole di Wesley nella conferenza stampa alla vigilia del ritorno di Europa League contro il Bologna ne sono la testimonianza più sincera. Il terzino, affiancato da un Gian Piero Gasperini che non ha risparmiato frecciate ironiche sull'operato arbitrale, ha ripercorso con lucidità quei concitati momenti, ribadendo con forza la propria estraneità ai fatti contestatigli. “Per me non era assolutamente fallo”, ha esordito il brasiliano, spiegando la dinamica del contatto con Diao: una frazione di gioco nella quale, a suo dire, la sua unica intenzione era quella di sostenersi, essendogli l'avversario “caduto addosso”, mentre lui stesso arrivava “di lato”. La consapevolezza di essere già ammonito, ha aggiunto, rendeva quella situazione ancora più paradossale, trasformando un normale episodio di gioco in una “mazzata” che ha cambiato l'inerzia della partita, “grave, decisiva, inaccettabile” per aver interrotto sull'1-1 un confronto che, undici contro undici, avrebbe potuto prendere una piega del tutto differente.
L'adattamento al calcio italiano e la concentrazione come arma
Al di là del nervosismo per l'episodio di Como, che pure ha lasciato il segno, Wesley ha saputo spostare il focus sulla sua crescita personale e sul delicatissimo impegno europeo che attende la Roma. L'ex Flamengo ha raccontato le difficoltà e le soddisfazioni di un ambientamento in un campionato, quello italiano, che definisce profondamente diverso da quello brasiliano per ritmi e concetti tattici. Una sfida nella sfida, nella quale la chiave di volta, per lui, risiede nella concentrazione: “se sono concentrato”, ha spiegato, “diventa più difficile per l'avversario superarmi in fase difensiva e più facile per me saltarlo quando attacco”. Una dichiarazione d'intenti che suona come una promessa per il futuro e come un monito per gli avversari di domani, in particolare per quel Bologna che all'andata ha dato filo da torcere ai giallorossi.
L'Europa League, un sogno da vivere al cento per cento
E proprio la competizione europea, con il suo fascino e la sua importanza, rappresenta per Wesley il palcoscenico ideale per voltare pagina. Con gli occhi di chi vede in queste notti internazionali una vetrina irrinunciabile per la costruzione di una carriera, il brasiliano ha parlato della sfida di ritorno contro i felsinei come di un appuntamento col destino. “Giocare in Europa è sempre stato un sogno per me”, ha confessato, sottolineando come le carriere si costruiscano anche attraverso trofei e prestazioni in tornei di tale levatura. Un appuntamento, quello con il Bologna, che richiederà ben più del cento per cento di concentrazione, in una gara “da dentro o fuori” nella quale servirà una Roma “pronta” sin dal primo minuto. Un atteggiamento mentale, questo, su cui Gasperini insiste quotidianamente, chiedendo ai suoi interpreti, e a Wesley in particolare, di osare in fase offensiva ma senza mai perdere di vista l'equilibrio e la solidità difensiva, ingredienti fondamentali per superare ostacoli di questo calibro.
Description: Il Giudice Sportivo respinge il ricorso della Roma per l'espulsione di Wesley. Il brasiliano si difende in conferenza: "Non era fallo".




