Treni nel caos in Calabria: cavi tranciati di notte, la Procura indaga tra sabotaggio e furto di rame
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Redazione Interno
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Una nuova, pesante giornata di passione per i pendolari e i viaggiatori diretti verso il Mezzogiorno, con la rete ferroviaria calabrese che è stata letteralmente messa in ginocchio da un atto vandalico di notevole portata. Nella notte tra l'8 e il 9 luglio, una mano ignota ha tranciato i cavi della linea in due punti distinti e quasi contestuali, causando il blocco della circolazione per diverse ore e una cascata di ritardi e cancellazioni che hanno interessato migliaia di utenti.
L'episodio, che ha assunto immediatamente i contorni di un'azione deliberata, ha spinto la Procura di Paola ad aprire un fascicolo, ipotizzando al momento due distinte piste: il furto di rame, ormai una piaga ricorrente per le infrastrutture, oppure un vero e proprio sabotaggio, magari finalizzato a creare tensioni sul territorio.
La dinamica e le indagini della Procura di Paola
Secondo le prime ricostruzioni effettuate dagli inquirenti, l'azione criminosa ha interessato due linee differenti nello stesso arco temporale, un dettaglio che ha subito fatto scattare l'allarme negli uffici giudiziari. La concomitanza dei tagli, che richiedono una certa preparazione tecnica e la conoscenza dei punti critici della rete, escluderebbe la classica azione improvvisata di un malintenzionato occasionale.
Gli investigatori stanno vagliando con attenzione i filmati delle telecamere di sorveglianza posizionate lungo i tratti interessati, cercando di identificare gli autori del gesto, mentre i tecnici di Rete Ferroviaria Italiana hanno lavorato senza sosta per riparare i danni e ripristinare la circolazione. L'ipotesi del furto di rame, pur essendo la più ricorrente in casi simili, si scontra con la difficoltà di asportare il materiale in tempi rapidi e senza destare sospetti, il che rende altrettanto plausibile la pista dolosa legata a un atto di protesta o di matrice antagonistica.
La reazione del ministro Salvini e il caso politico
L'ennesimo episodio di danneggiamento alla rete ha scatenato la reazione del vicepresidente del Consiglio e ministro delle Infrastrutture, Matteo Salvini, che nel corso di una conferenza stampa alla Camera ha parlato apertamente di un'emergenza strutturale. "Purtroppo, quasi un quarto dei disagi e dei ritardi ferroviari è causato da danneggiamenti, attentati o atti dolosi come quello di questa mattina", ha dichiarato il ministro, sottolineando il paradosso di vedere cantieri aperti "come mai nella storia della Repubblica" mentre la circolazione viene paralizzata da azioni criminali.
Pur evitando di alimentare polemiche dirette, il ministro ha espresso la speranza che l'atto non sia stato compiuto per motivi politici, un timore che aleggia nei corridoi del governo e che riflette la tensione accumulata in un periodo segnato da forti polemiche sulla gestione dei trasporti nel Sud Italia.
I disagi per i viaggiatori e l'intervento del Codacons
Sul fronte dei pendolari e dei turisti, la giornata è stata un vero e proprio calvario, con numerosi treni a lunga percorrenza cancellati o costretti a viaggiare con accumuli di ritardo che in alcuni casi hanno superato le tre ore. Le stazioni della fascia tirrenica, in particolare, si sono trasformate in luoghi di attesa stremante, con i passeggeri bloccati senza informazioni certe sulla ripresa del servizio.
Il Codacons ha raccolto le proteste e denunciato la gravità della situazione, parlando di "migliaia di viaggiatori in difficoltà" e annunciando il monitoraggio degli eventuali risarcimenti dovuti per i disservizi subiti. Anche il governatore della Calabria, Roberto Occhiuto, ha espresso la propria indignazione per l'accaduto, manifestando vicinanza ai cittadini che ogni giorno subiscono le conseguenze di atti irresponsabili che minano la credibilità di un'intera regione.




