Chiara Pellacani regina d'Europa: quinto oro e record storico. Cagnotto: "Straordinaria"

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Redazione Sport Redazione Sport   -   Un'impresa che appartiene alla leggenda, destinata a rimanere scolpita nella storia del movimento tuffistico italiano e mondiale. Dopo il quinto oro in cinque gare, conquistato ieri agli Europei di Parigi nel sincro 3 metri in coppia con Elisa Pizzini, Chiara Pellacani ha ufficialmente preso possesso del futuro di questa disciplina.

A celebrare la 23enne romana, capace di un en plein senza precedenti, ci ha pensato nientemeno che Giorgio Cagnotto, il papà di Tania e una delle colonne del tuffi azzurri: il 79enne, forte di una carriera leggendaria costellata di medaglie olimpiche e mondiali, non ha dubbi sul fatto che la strada della giovane atleta sia già tracciata verso traguardi ancora più ambiziosi.

L'en plein di Parigi e il sorpasso su Tania Cagnotto

I numeri dell'impresa di Chiara Pellacani sono talmente grandi da lasciare senza fiato. Cinque ori in altrettante gare disputate: un pokerissimo che nessuna tuffatrice, prima di lei, era riuscita a mettere insieme in una singola edizione dei Campionati Europei. La sequenza dei trionfi parigini è iniziata con il team event, è proseguita con il sincro misto 3 metri al fianco di Matteo Santoro, per poi continuare con la doppietta individuale dal trampolino 1 metro e 3 metri, dove ha stabilito un record di 358.05 punti che sarebbe valso l'oro anche alle ultime Olimpiadi, superando la cinese Chen Yiwen. L'ultimo sigillo, forse il più emozionante, è arrivato nel sincro femminile con Elisa Pizzini, con una prova da 308.07 punti che ha dominato la concorrenza di Ucraina e Germania, consegnando all'Italia un oro che mancava nella specialità da Glasgow 2018.

Con questo risultato, Pellacani ha superato il record di tre ori in un singolo Europeo che apparteneva a Tania Cagnotto, un'impresa che l'ex campionessa ha seguito con ammirazione, riconoscendo nella rivale di sempre una "leggerezza da fare invidia" e un'esecuzione di alcuni tuffi, come il tre e mezzo avanti carpiato, superiore alla sua alla stessa età.

Il giudizio di Giorgio Cagnotto: "Potente e fredda, può crescere ancora"

Proprio Giorgio Cagnotto, che di Tania è padre e per anni è stato il suo allenatore, è stato tra i primi a inchinarsi davanti alla straordinarietà di Chiara Pellacani. In un'intervista rilasciata a caldo, l'ex campione, pur rifuggendo dai facili paragoni con sua figlia, ha sottolineato le qualità uniche della giovane romana, descrivendola come un'atleta "molto potente, fredda in gara" e dotata di tutte le carte in regola per crescere ancora.

Cagnotto, che in carriera ha vinto due argenti e due bronzi olimpici tra Monaco '72 e Mosca '80, ha evidenziato come la struttura fisica di Chiara sia diversa da quella di Tania, e come la sua forza nelle rotazioni in avanti, in particolare, sia impressionante. "Alcuni tuffi li esegue con una facilità impressionante", ha affermato Cagnotto, che ha posto l'accento su un altro aspetto fondamentale: la sua capacità di fare gruppo e di "dare coraggio alle compagne" sul trampolino, un'abilità che ogni allenatore sogna di avere in una propria atleta.

La forza del sorriso e il futuro già scritto

Ciò che rende l'impresa di Chiara Pellacani ancora più affascinante è la sua attitudine mentale, che molti, come Giorgio Cagnotto, paragonano a quella di grandi campionesse del passato. La sua immagine simbolo di questi Europei è il sorriso prima di ogni tuffo, un gesto che ha ricordato a molti la leggendaria campionessa olimpica americana Laura Wilkinson a Sydney 2000, e che la tuffatrice romana ha dimostrato di possedere in ogni circostanza.

Lo stesso Paolo Pellacani, giornalista di La7 e padre di Chiara, racconta con commozione le emozioni di questa impresa, definendola "il pezzo più difficile della mia carriera", mentre l'atleta stessa, dopo aver realizzato la "foto con cinque medaglie d'oro" che aveva immaginato, ha dichiarato di essere consapevole del salto di qualità compiuto, con un obiettivo chiaro: avvicinarsi sempre di più alle dominatrici cinesi.

Giorgio Cagnotto, guardando al futuro, non ha voluto fare pronostici scaramantici, ma è lapidario nel dire che "la strada è quella giusta" per arrivare a vincere una medaglia olimpica, magari prima di quanto fece sua figlia.

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