Un contratto che delude gli oss e le figure di supporto: la protesta dei sindacati
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Redazione Salute
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La firma del nuovo contratto collettivo nazionale per il comparto Sanità 2022-2024, avvenuta il 18 giugno, ha scatenato polemiche aspre tra i lavoratori del settore, in particolare tra gli operatori socio-sanitari (oss) e le figure di supporto, che si sentono traditi da un accordo giudicato insufficiente. A sottoscriverlo sono stati Cisl, Nursind, Fials e Nursing Up, mentre la Cgil ha scelto di non aderire, definendolo un’"ennesima presa in giro".
Secondo quanto riportato da Fp Cgil Valle d’Aosta, il testo non solo mancherebbe di miglioramenti economici significativi, ma ignorerebbe del tutto le rivendicazioni relative alle condizioni lavorative e alla valorizzazione professionale. «580.000 professionisti vengono traditi da chi avrebbe dovuto rappresentarli», hanno scritto in una lettera al direttore Angelo Minghetti, Gennaro Sorrentino e Antonio Squarcella, denunciando una rappresentanza solo "mascherata".
D’altra parte, c’è chi vede nella firma un passo necessario, seppur imperfetto, per evitare un ulteriore stallo. Tuttavia, le critiche sono diffuse: molti operatori lamentano che, nonostante il loro ruolo essenziale nel sistema sanitario, il contratto non riflette adeguatamente il loro contributo, relegandoli ancora una volta a una posizione marginale.
Mentre il dibattito infuria, la situazione geopolitica internazionale rimane tesa. Donald Trump, presidente degli Stati Uniti, ha lasciato intendere che una decisione su un possibile intervento militare contro l’Iran – al fianco di Israele – potrebbe arrivare entro due settimane. Un annuncio che, se da un lato tiene aperto uno spiraglio diplomatico, dall’altro alimenta timori di un’escalation.




