Caccia a Elia Del Grande, il killer della strage di Cadrezzate
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Redazione Interno
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La fuga, che gli inquirenti ritengono sia di coppia, prosegue senza sosta, mentre le indagini, condotte congiuntamente da carabinieri e polizia penitenziaria, si concentrano sui luoghi che potrebbero offrire un rifugio al latitante e alla sua compagna, i cui movimenti sembrano combaciare perfettamente. L'evasione, avvenuta nella notte di giovedì dalla casa-lavoro di Castelfranco Emilia, è stata compiuta con un metodo che denota una certa premeditazione: approfittando dell'oscurità, Del Grande si è arrampicato sul muro di cinta dopo aver legato una corda a un palo della videosorveglianza, per poi calarsi dall'altro lato e dileguarsi in un'area boscosa. Un gesto che riporta alla luce, con un'urgenza bruciante, il ricordo di una delle pagine più cupe della cronaca nera italiana, quella strage dell'Epifania del 1998 in cui persero la vita i suoi stessi familiari.
Il paese e il peso di un nome
Cadrezzate, il paese in provincia di Varese teatro di quel tragico evento, vive queste ore in uno stato di sospensione, un luogo dove tutti sanno chi sia Elia Del Grande, sebbene in molti preferiscano fingere di non conoscerlo pur di non esporsi. Specialmente tra le persone più anziane, che si lasciano andare a qualche confidenza quando vedono le telecamere dei telegiornali, riemerge il disagio per un concittadino il cui nome evoca un passato sinistro e impossibile da dimenticare. Nel momento in cui la vita quotidiana sembra scorrere normale, con le auto che impegnano gli incroci per andare a ritirare i bambini da scuola, un anziano affronta la salita spingendo la bicicletta, un'immagine di ordinaria fatica che stride con l'eccezionalità della caccia in corso.
L'appello del sindaco
Cristian Robustellini, sindaco di Cadrezzate con Osmate, parla con una serenità che nasconde la profonda tensione del momento, rivolgendosi idealmente a colui che definisce un "scomodo concittadino". "Se potessi parlare a Elia Del Grande gli direi di consegnarsi alle forze dell’ordine", afferma, sottolineando come, sullo sfondo delle commemorazioni dei defunti appena trascorse, un simile atto rappresenterebbe prima di tutto un gesto di rispetto verso la sua stessa famiglia, verso i genitori e il fratello che allora persero la vita. Un appello che va oltre la mera esortazione legale, toccando le corde di un dolore privato e collettivo che la fuga rischia di profanare.
Le indagini oltre i confini
Le ricerche non si limitano al Nord Italia, ma si estendono anche in Sardigna, terra di origini per Del Grande, dove le forze dell'ordine stanno perquisendo i territori nella convinzione che l'uomo possa cercare un nascondiglio in quei luoghi a lui familiari. L'allontanamento dalla struttura modenese, dove era stato trasferito per ragioni di sicurezza in quanto ancora considerato pericoloso per la società nonostante avesse ormai scontato la pena per il triplice omicidio, dimostra una capacità di movimento che tiene impegnati gli investigatori su più fronti, alla ricerca di un qualsiasi indizio che possa condurre all'arresto.




