Caccia all'uomo per Elia Del , il fuggitivo della "strage dei fornai"

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Redazione Interno Redazione Interno   -   È allerta alta in Emilia Romagna e nelle regioni del Nord Italia, dove le forze dell'ordine hanno dispiegato un imponente dispositivo per ritrovare le tracce di Elia Del, il 49enne evaso da una casa-lavoro nella provincia di Modena, la cui fuga ha riportato alla luce una delle pagine più cupe della cronaca nera nazionale. L'uomo, che si è calato dal muro di cinta della struttura penitenziaria utilizzando una corda artigianale, realizzata probabilmente con cavi elettrici, era detenuto in quel carcere poiché, nonostante avesse ormai estinto il proprio debito con la giustizia per i gravissimi reati commessi, continuava a essere considerato un soggetto socialmente pericoloso. Il Dipartimento dell'amministrazione penitenziaria, come è noto, ha avviato un'indagine interna, richiedendo una relazione dettagliata per fare piena luce sulle circostanze che hanno permesso l'evasione e sui possibili vizi nel sistema di sorveglianza.

Il ricordo della strage

La sua figura rimane indissolubilmente legata a quanto accaduto la notte del 7 gennaio 1998 a Cadrezzate, nel Varesotto, un episodio che, passando alla storia come la "strage dei fornai", scosse profondamente l'opinione pubblica dell'epoca. In quella che era sia l'abitazione di famiglia che la sede del panificio di proprietà dei genitori, l'allora ventiduenne Elia Del, armato di un fucile, uccise il padre Enea e la madre Alida; suo fratello maggiore, Enrico, colpito a morte, riuscì in un estremo, disperato tentativo a telefonare ai carabinieri prima di soccombere anch'egli. Quel triplice omicidio, consumatosi in una fredda serata dell'Epifania, interruppe bruscamente le esistenze di un'intera famiglia di artigiani, lasciando una ferita profonda nella piccola realtà del Basso Verbano.

La paura a Cadrezzate

A quasi ventotto anni di distanza dalla tragedia, la notizia della fuga ha riacceso un timore palpabile a Cadrezzate, località che nel frattempo ha cambiato la propria denominazione in Cadrezzate con Osmate. Alcuni residenti, contattati per avere un riscontro sull'umore della popolazione, hanno espresso una preoccupazione talmente tangibile da rifiutarsi persino di essere menzionati, paventando un possibile, quanto improbabile, ritorno dell'uomo in quei luoghi. "È pericoloso", è stata la sintesi di un anonimo interlocutore, una frase che racchiude tutta l'angoscia di una memoria collettiva che non si è ancora sopita e che viene periodicamente rievocata dai processi e, ora, da questa improvvisa latitanza.

Le indagini in corso

Le attività investigative, coordinate dalle procure competenti per territorio, si concentrano ora sull'analisi di ogni potenziale pista che possa condurre alla cattura del fuggitivo, vagliando anche i suoi possibili contatti esterni. Non si esclude, infatti, che qualcuno possa averlo aiutato nella preparazione dell'evasione o che stia fornendo a lui, in questo momento, un rifugio sicuro per sfuggire alle maglie della giustizia. Gli investigatori stanno setacciando meticolosamente la zona attorno al carcere di Castelfranco Emilia e le province limitrofe, consci del fatto che la pericolosità del ricercato impone una risposta rapida ed efficace per scongiurare qualsiasi altro rischio.

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