Indagata la compagna di Elia Del Grande, l'autore della strage dei fornai
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Redazione Interno
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Elia Del Grande, il 49enne condannato per aver sterminato la propria famiglia a colpi di fucile in quello che è passato alla cronaca come la “strage dei fornai”, è stato ricondotto in carcere dopo tredici giorni di latitanza. L’arresto, avvenuto mercoledì nella casa di famiglia a Cadrezzate, nel Varesotto, non chiude però il capitolo investigativo, che si è spostato sulle possibili complicità che hanno reso possibile l’evasione dall’istituto di Castelfranco Emilia. La procura di Varese, muovendosi lungo questa linea di indagine, ha iscritto nel registro degli indagati Rossella Piras, la compagna storica dell’uomo, con l’ipotesi di reato di favoreggiamento. La donna, 57enne originaria della Sardegna, si troverebbe al centro delle attenzioni degli investigatori, i quali ritengono che non abbia agito da spettatrice durante la fuga del compagno.
Il percorso delle indagini sulla fuga
I Carabinieri del Reparto territoriale di Olbia hanno cercato la Piras nella sua abitazione, situata nelle campagne di Telti, senza però trovarla. La sua assenza, che ha preceduto di poche ore la cattura di Del Grande, è stata un tassello significativo nel mosaico che le forze dell’ordine stavano componendo. È emerso, infatti, che la donna fosse presente a Cadrezzate proprio nel giorno in cui l’uomo è stato tratto in arresto, un particolare che ha rafforzato i sospetti sul suo coinvolgimento attivo. Le indagini, come spesso accade in casi di questa natura, stanno ricostruendo meticolosamente la sequenza di eventi e gli spostamenti di entrambi, al fine di accertare la veridicità delle accuse.
Il peso di un precedente giudiziario
Quella che si sta delineando non è, per Rossella Piras, la prima esperienza in un’inchiesta legata alla libertà di Elia Del Grande. Un precedente, risalente a circa un decennio fa, vedeva già la donna coinvolta in un’analoga vicenda di evasione, un fatto che gli inquirenti non possono ignorare e che fornisce un contesto più ampio alle attuali circostanze. Questo retroscena, unito alla sua presenza in Lombardia in un momento così cruciale, costituisce un elemento di cui la magistratura terrà certamente conto mentre il fascicolo a suo carico procede. Il decreto di perquisizione e sequestro emesso nei suoi confronti rappresenta lo strumento attraverso il quale gli investigatori stanno raccogliendo le prove per supportare la tesi del favoreggiamento.
La ricostruzione dei fatti
La ricostruzione degli eventi suggerisce che la Piras possa essere entrata nella dimora dei Del Grande poco prima che il latitante vi facesse ritorno, un dettaglio che, se confermato, indicherebbe una pianificazione. La fuga dall’istituto di Castelfranco Emilia, che aveva concesso all’uomo un periodo di detenzione agevolata, ha così riportato all’attenzione pubblica una delle pagine più cupe della cronaca nera lombarda. L’attenzione è ora concentrata sull’accertamento delle responsabilità individuali, con l’obiettivo di definire con precisione chi, e in quale misura, abbia fornito un aiuto concreto a Elia Del Grande durante i suoi tredici giorni di libertà.




