Addio a Vitantonio Lovallo, l'uomo più longevo d'Italia: aveva 112 anni

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Redazione Interno Redazione Interno   -   Si è spento all'età di 112 anni Vitantonio Lovallo, conosciuto da tutti come “Zitòn”, che dell'Italia era l'uomo più anziano. Viveva a Sarnelli, una piccola frazione del comune di Avigliano, in provincia di Potenza, dove aveva trascorso praticamente l'intera esistenza.

Aveva compiuto gli anni lo scorso 25 marzo: una data che la famiglia ha sempre indicato come quella effettiva della nascita, anche se all'anagrafe risultava registrato tre giorni dopo, il 28 marzo, a causa delle difficoltà di spostamento di un'epoca in cui per raggiungere il municipio bisognava affrontare un viaggio di una ventina di chilometri attraverso il Monte Carmine. Con la sua scomparsa, il titolo di decano maschile d'Italia passa ad Angelo Peressini, mentre quello europeo va al portoghese Joaquim Varela.

Una vita di lavoro tra i campi e la guerra

Nato nel 1914, Lovallo aveva iniziato a lavorare fin da giovanissimo come pastore, aiutando la famiglia nei terreni coltivati a grano e mais, per poi diventare mulattiere. Durante la Seconda guerra mondiale era stato chiamato alle armi e, dopo l'8 settembre 1943, era stato catturato in Grecia dalle truppe tedesche. Internato prima sull'isola di Rodi, era stato successivamente deportato in un campo di concentramento in Germania, dove era rimasto fino alla liberazione, avvenuta l'8 maggio 1945 con l'arrivo delle truppe russe.

Tornato in Basilicata, aveva ripreso la sua vita legata alla terra e alla famiglia: si era sposato nel 1936 e aveva avuto quattro figli, due femmine e due maschi, uno dei quali morto a pochi mesi dalla nascita. La moglie è scomparsa nel 2015 all'età di 98 anni.

Il segreto di una longevità straordinaria

Quella che per i medici consiste nella prevenzione primaria, ovvero uno stile di vita sano, per “Zitòn” si traduceva nella consumazione quotidiana di frutta, verdura e prodotti della sua terra, nel lavoro instancabile in campagna e nelle lunghe passeggiate per le strade di Avigliano o della frazione di Sarnelli. Nonostante l'età avanzata, aveva continuato a occuparsi direttamente dei suoi terreni fino a 106 anni, quando ancora si prendeva cura personalmente del vigneto, e fino a 103 anni portava al pascolo le sue pecore ogni mattina.

Nel maggio 2026 aveva ricevuto la medaglia degli 80 anni di Coldiretti come tributo alla sua forza in quanto socio più longevo. Qualche tempo fa, in ospedale, aveva pronunciato una frase che riassumeva la sua condizione: «Il mio corpo vuole morire, ma il mio cuore no».

Il ricordo delle istituzioni e i funerali

Il sindaco di Avigliano, Giuseppe Mecca, ha espresso il proprio cordoglio con parole che tratteggiano la figura di Lovallo come simbolo di un'intera epoca.

«Con profonda commozione saluto Vitantonio Lovallo, il nostro caro Zitòn, che con i suoi 112 anni ha rappresentato una memoria viva e preziosa della nostra comunità», ha dichiarato il primo cittadino, aggiungendo che i suoi anni «non sono stati soltanto il traguardo straordinario di una lunga esistenza: dentro quella vita c'erano più di cento anni della nostra Avigliano, i sacrifici e i valori di intere generazioni, l'attaccamento alla famiglia, alla terra e alle nostre radici».

Anche l'assessore regionale alle Politiche agricole, Carmine Cicala, ha voluto ricordarlo definendolo un testimone autentico di oltre un secolo di storia lucana. I funerali saranno celebrati giovedì 17 settembre alle 10.30 nella chiesa di San Vincenzo Ferrer a Sarnelli; dopo il rito, la salma sarà accolta nel cimitero di Lagopesole.

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