Bagni e il calcio in vendita: 50mila euro per un posto in Serie C

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Redazione Sport Redazione Sport   -   Pagare per giocare, bypassando talento e merito: è il sistema denunciato da Le Iene che ha scosso il mondo del calcio italiano, trascinando nell’inchiesta Salvatore Bagni, ex bandiera di Inter e Napoli, oggi al centro di accuse pesanti. Secondo il servizio trasmesso il 13 maggio su Italia 1, l’ex difensore – 41 presenze in nazionale e storico scudetto al fianco di Maradona – avrebbe gestito, insieme al figlio Gianluca, una rete di scouting a pagamento per inserire giovani in squadre professionistiche. Un meccanismo che, se confermato, svuoterebbe di senso lo sport, trasformandolo in un mercato dove contano più i soldi che le qualità tecniche.

La società Be GR8 Sport, di cui i Bagni sono titolari, sarebbe stata lo strumento per garantire l’accesso a club di Serie C, come la Vis Pesaro, il cui direttore sportivo Michele Menga è finito sotto i riflettori. Le telecamere del programma hanno mostrato presunti accordi in nero, con cifre che raggiungerebbero i 30-50mila euro per piazzare un giocatore, anche se privo dei requisiti necessari. "Il talento? Non conta", è la sintesi amara delle rivelazioni, che includono un vero e proprio tariffario per accedere al mondo professionistico.

La Vis Pesaro, impegnata nei playoff contro il Rimini dopo aver eliminato l’Arezzo, si trova ora travolta dallo scandalo. Se le accuse fossero confermate, si tratterebbe di una pratica diffusa e sistemica, con ramificazioni ancora da scoprire. Bagni, per ora, non ha rilasciato dichiarazioni pubbliche, ma l’inchiesta ha già riaperto il dibattito sulle distorsioni del calcio minore, dove la mancanza di controlli renderebbe possibile l’ingresso di chi può permettersi di pagare.

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