Toghe vs governo: Meloni apre al dialogo, ma lo sciopero resta
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Redazione Interno
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Nonostante l’apertura al confronto annunciata da Giorgia Meloni, la tensione tra governo e magistratura non accenna a diminuire. La conferma dello sciopero delle toghe, previsto per il 27 febbraio, arriva direttamente dal nuovo presidente dell’Associazione nazionale magistrati (Anm), Cesare Parodi, eletto ieri al termine di un’assemblea che ha segnato il passaggio di consegne da Giuseppe Santalucia. Parodi, 63 anni, procuratore aggiunto a Torino ed esponente di Magistratura Indipendente, ha subito chiarito che la mobilitazione non sarà revocata, pur auspicando un incontro con l’esecutivo per discutere la riforma della Giustizia promossa dal ministro Carlo Nordio.
La riforma, che prevede tra l’altro la separazione delle carriere, è stata criticata da gran parte dell’Anm, che la considera un rischio per l’autonomia e l’efficienza del sistema giudiziario. Parodi, pur proveniente da un’area moderata e vicina al centrodestra, non ha esitato a ribadire la necessità di mantenere alta la guardia, confermando lo sciopero già annunciato dal predecessore. Tuttavia, ha anche espresso la volontà di aprire un canale di dialogo con il governo, richiesta a cui Meloni ha risposto positivamente, lasciando intravedere uno spiraglio per un possibile confronto.
Intanto, il clima resta teso anche per altri motivi. Dopo il caso del documento dell’Aisi relativo al capo di Gabinetto di Palazzo Chigi, Francesco Caputi, i consiglieri laici di centrodestra nel Consiglio superiore della magistratura (Csm) hanno chiesto l’apertura di una pratica per il trasferimento del procuratore capo di Roma, Francesco Lo Voi, per presunta incompatibilità ambientale. Una mossa che ha ulteriormente alimentato le polemiche, aggiungendo un altro tassello al già complesso mosaico dei rapporti tra politica e magistratura.
Parodi, che ha scelto come vice Rocco Gustavo Maruotti, della procura di Rieti, e Marcello De Chiara, giudice del Tribunale di Napoli, si trova dunque a gestire una fase delicata, in cui le istanze di dialogo si intrecciano con la fermezza delle proteste. La sua elezione, pur rappresentando una continuità con la linea del predecessore, potrebbe aprire nuove prospettive, soprattutto se il confronto con il governo dovesse concretizzarsi.




