Baldini attacca i dirigenti del calcio: «I talenti ci sono»

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Redazione Sport Redazione Sport   -   Silvio Baldini attacca i dirigenti del calcio italiano dopo aver conquistato con l'Under 21 la qualificazione agli Europei del 2027. Il commissario tecnico degli azzurrini, intervenuto a Sky Sport 24 durante la trasmissione Campo Aperto, sostiene che il problema del movimento nazionale non sia la mancanza di giovani talentuosi, ma l'incapacità delle società di valorizzarli. Una critica accompagnata da una convinzione precisa: nella sua squadra ci sono già undici o dodici calciatori pronti per il salto nella Nazionale maggiore.

La critica ai dirigenti e il problema dei giovani che non giocano

Per il tecnico, le difficoltà del calcio italiano dipendono soprattutto dalle scelte di chi gestisce i club. Le qualità dei calciatori emergenti sono evidenti, ma troppo spesso non trovano spazio nelle rispettive squadre. Investire sui giovani, nella sua visione, significa concedere loro minuti e responsabilità nelle competizioni, anziché trasferirli continuamente in prestito o mandarli all'estero. Senza la possibilità di confrontarsi regolarmente con gli avversari, anche i ragazzi più promettenti faticano a migliorare. L'allenatore cita anche il cambiamento di atmosfera prodotto dall'inserimento di nuovi elementi nella selezione maggiore, dove l'arrivo dei più giovani ha portato entusiasmo e uno spirito diverso.

Il giudizio sulle potenzialità dei suoi giocatori non dipende soltanto dalla preparazione atletica. Baldini considera fondamentali la capacità di interpretare le situazioni, la qualità tecnica messa al servizio dei compagni e l'intelligenza nelle scelte durante una partita. Non intende però indicare pubblicamente chi sia più forte degli altri. Il rapporto con il gruppo è quello di un padre con i propri figli, ai quali cerca di trasmettere fiducia senza creare gerarchie personali attraverso dichiarazioni pubbliche. Un legame diventato particolarmente importante durante l'ultimo raduno, quando il ct attraversava un periodo difficile e ha trovato proprio nei calciatori incoraggiamento e sostegno.

La fiducia è stata ripagata sul campo con il successo per 6-2 contro la Polonia, ottenuto il 5 ottobre a Pescara. L'Italia aveva bisogno di vincere con almeno due reti di scarto per assicurarsi il primo posto nel girone e l'accesso diretto alla fase finale della competizione continentale, in programma in Albania e Serbia. Dopo la partita, l'allenatore ha elogiato l'impegno dimostrato dai suoi ragazzi durante quindici giorni di preparazione, sottolineando che nessuno si era risparmiato. Nella precedente trasferta contro l'Armenia, gli azzurrini avevano già mostrato determinazione conquistando la vittoria nei minuti di recupero.

Il rapporto con Mancini e Ranieri e il rifiuto del modello spagnolo

Nel percorso della selezione giovanile ha avuto un ruolo importante anche la collaborazione con Roberto Mancini. Il responsabile della Nazionale maggiore ha consentito a diversi elementi di rimanere a disposizione dell'Under 21 per gli ultimi impegni delle qualificazioni. Tra i due allenatori esistono stima e simpatia, alimentate anche da un precedente personale: tre anni fa Baldini aveva confidato all'allora commissario tecnico il desiderio di guidare gli azzurrini. Mancini aveva sostenuto quella possibilità, ma la Federazione aveva successivamente compiuto una scelta differente. Il loro rapporto professionale si inserisce oggi in un sistema che punta a favorire il passaggio dei calciatori tra le due selezioni.

Un altro riferimento è Claudio Ranieri, direttore tecnico della Nazionale e presidente del Club Italia. L'ex allenatore del Leicester, con cui ha conquistato la Premier League, ha partecipato al ritiro precedente alla sfida decisiva, condividendo la propria esperienza con lo staff e gli atleti. Il suo intervento ha contribuito a motivare il gruppo. Baldini ne apprezza soprattutto la capacità di mettere a disposizione le conoscenze accumulate nei diversi campionati in cui ha lavorato e di accompagnare la crescita dei calciatori destinati al livello superiore.

Sul piano tattico, invece, il ct prende le distanze dall'idea di imitare integralmente il modello spagnolo, soprattutto quando viene interpretato come l'obbligo di utilizzare lo stesso modulo in tutte le formazioni giovanili e nella prima squadra. Secondo Baldini, uniformare i sistemi di gioco rischia di limitare la formazione dei singoli. Preferisce calciatori capaci di adattarsi alle circostanze, modificando atteggiamento a seconda dell'avversario e delle necessità della partita. Una squadra deve saper attaccare e difendere, scegliendo anche se mantenere una posizione alta oppure abbassarsi. La preparazione tattica deve aiutare il talento a esprimersi, non costringerlo dentro schemi rigidi.

Le regole nello spogliatoio, il caso dei «lestofanti» e gli obiettivi

Alla base del lavoro con gli azzurrini c'è anche un'attenzione particolare alla formazione personale. Nell'intervista alla Gazzetta dello Sport, l'allenatore ha spiegato che non tollera le simulazioni: chi cerca di ingannare l'arbitro viene rimproverato e, se insiste, rischia di non essere più schierato. La stessa severità riguarda le perdite di tempo volontarie e i comportamenti antisportivi. Ai suoi giocatori chiede di impegnarsi fino al fischio finale, senza ricorrere a scorciatoie. Per lui il calcio deve conservare la dimensione del divertimento e della creatività: i ragazzi vengono invitati a comportarsi come artisti, capaci di trasmettere emozioni attraverso le proprie giocate.

Le dichiarazioni più polemiche riguardano un episodio che ha coinvolto la Procura Federale. Baldini ha raccontato di aver ricevuto una convocazione dopo aver utilizzato il termine «lestofanti» riferendosi ad alcuni dirigenti. Tornato da due incontri disputati alla guida della selezione maggiore, si aspettava un messaggio di congratulazioni e ha trovato invece una richiesta di chiarimenti. Durante il colloquio, ha spiegato di aver invitato il procuratore federale a cercare tra le società nelle quali le spese superavano le entrate. Il tecnico ha precisato di non voler alimentare ulteriormente la polemica, ricordando anche una battuta dell'ex dirigente dell'Empoli Pino Vitale sulle difficoltà e sulle contraddizioni del mondo calcistico.

Guardando agli appuntamenti internazionali, l'allenatore ha dichiarato di voler conquistare il titolo europeo e successivamente puntare ai Giochi olimpici di Los Angeles del 2028. Per la prossima rassegna continentale preferisce mantenere il gruppo che ha guidato nelle qualificazioni, senza richiamare indiscriminatamente i calciatori già passati alla selezione maggiore. Un'eccezione riguarda Pio Esposito, che gli aveva manifestato personalmente la disponibilità a partecipare al torneo, compatibilmente con gli impegni della prima squadra azzurra. Il giovane attaccante aveva saltato la precedente edizione e potrebbe essere impegnato con le Final Four di Nations League, previste dal 4 all'8 giugno.

Nello staff tecnico Baldini ha riservato parole di apprezzamento ad Andrea Barzagli, suo vice, del quale ha sottolineato l'umiltà nonostante una lunga carriera da calciatore. L'ex difensore partecipa attivamente alla preparazione delle partite e si occupa personalmente delle spiegazioni durante le riunioni tecniche. Il ct ha parlato anche del figlio Mattia, che lavora con la selezione giovanile senza privilegi particolari. Ha ricordato che, durante la precedente esperienza a Palermo, era stato inizialmente inserito nello staff a proprie spese, prima che la società decidesse di riconoscergli un compenso per il lavoro svolto.

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