Il j’accuse di Baldini: “Il calcio italiano è in mano a lestofanti”
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Redazione Sport
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La pedina, sulla scacchiera di un calcio italiano che fallisce da tre edizioni consecutive la qualificazione al Mondiale, è stata spostata – quasi in sordina, vista la temporaneità dell’incarico – su un allenatore che di mestiere, fino a ieri, faceva il profeta in quella che molti considerano una landa desolata: il vivaismo.
Silvio Baldini, promosso sul campo dopo il clamoroso addio di Gennaro Gattuso (un addio maturato nella notte amara della sconfitta contro la Bosnia), ha scelto il palco del primo giorno a Coverciano per trasformare una semplice conferenza stampa in un atto d’accusa formale. In attesa delle amichevoli contro Lussemburgo e Grecia – due appuntamenti che sulla carta sembravano innocui – l’ex tecnico dell’Under 21 ha rotto gli indugi, utilizzando un linguaggio tanto diretto quanto raro per chi siede su quella poltrona, infilzando senza mezzi termini i vertici del pallone nostrano.
“Così non si va da nessuna parte”
“Il calcio italiano”, ha tuonato Baldini nel corso dell’incontro con i giornalisti, “è in mano a dirigenti che pensano soltanto ai loro interessi e non alla crescita del gioco”. Non si è trattato di una frecciata, bensì di un affondo frontale: l’allenatore – che ha dovuto improvvisare una lista di convocati fortemente sperimentale, in cui l’unico senatore di peso risponde al nome di Gianluigi Donnarumma – ha parlato senza il consueto filtro diplomatico che solitamente accompagna i debutti.
La sua tesi, per quanto destabilizzante, è sostenuta da una critica strutturale precisa: non c’è futuro perché non si investe nei giovani. Il tecnico, quasi divertito dall’effetto delle sue parole, ha sfoderato un termine pesante, raramente sentito in una sala stampa federale: “Qualcuno la chiamo ‘lestofanti’, e spesso questi soggetti tengono in mano i fili di questo gioco”. Una frase, quest’ultima, che arriva dritta al cuore del sistema: quello degli affari, dei parafulmini e delle plusvalenze facili a scapito del vivaio.
Strategia olimpica e un gruppo “pulito”
A contraddistinguere questa nuova Italia, oltre alla lingua tagliente del suo commissario tecnico ad interim, è la composizione dell’organico. Baldini non ha voluto richiami nostalgici, né si è affidato alla solita leva dei “senatori” per tamponare le amichevoli. La sua scelta, come ha spiegato riprendendo fiato, è pragmatica e guarda a un orizzonte preciso. “Ho convocato il mio gruppo – ha detto riferendosi ai ragazzi dell’Under 21 – e ho inserito due elementi di un certo livello come Donnarumma e Pio Esposito proprio in funzione delle Olimpiadi”.
Il rebus è chiaro: anticipare i tempi per poter contare su questi profili in futuro, sperando di arrivare fino a Los Angeles passando attraverso l’Europeo di categoria. Del gruppo, che l’allenatore descrive come “forte, pulito, pieno di entusiasmo”, fa parte Donnarumma, contattato personalmente dal giocatore (un gesto che Baldini ha confessato non essergli “sembrato vero”). Il resto della truppa è composto da ragazzini che giocano in Bundesliga o in Ligue 1, lontani dalle logiche di spogliatoio che, secondo il tecnico, soffocano il talento.
L’allenamento sotto la pioggia e l’identità
Sul terreno pesante di Coverciano, reso viscido dalle precipitazioni, Baldini ha già iniziato a imprimere la sua idea di calcio. La seduta – ancora in corso mentre uscivano le prime dichiarazioni ufficiali – era incentrata su due concetti cardine: intensità e riconquista rapida. Niente possessi sterili o tatticismi speculativi. In quella che sembra una missione destinata a durare pochi giorni (il tempo di trovare un sostituto stabile, magari un profilo internazionale o un reduce illustre), Baldini ha già gettato il guanto di sfida.
Parlando del futuro della panchina azzurra, l’allenatore ha liquidato con fastidio i nomi altisonanti (Guardiola e Fabregas su tutti), definendoli irrealistici e ribadendo che “gli allenatori italiani sono bravi”. Riguardo al suo personale futuro, pur ammettendo di non avere il curriculum adatto per ricoprire quel ruolo stabilmente, l’attuale ct ad interim rivendica il diritto di essere utile al successore. Con una squadra che non andrà negli Stati Uniti per i Mondiali, l’azzurro di Baldini cerca riscatto in due partite che, come ama ripetere lui, “amichevoli non sono mai”.




