L'influenza mette in ginocchio gli ospedali del sud, tra ricoveri bloccati e polemiche

Articolo Precedente

precedente
Articolo Successivo

successivo

Redazione Salute Redazione Salute   -   La pressione dell'ondata influenzale raggiunge un apice critico al sud, dove i presidi sanitari, già provati, sono costretti a misure drastiche per far fronte all'emergenza. L'Azienda ospedaliera universitaria Dulbecco di Catanzaro, ad esempio, ha disposto la sospensione dei ricoveri ordinari, una scelta obbligata per liberare risorse e personale da destinare al pronto soccorso, il cui afflusso ha subito un'impennata a causa delle sindromi parainfluenzali. Fonti interne al nosocomio calabrese segnalano, in particolare, un incremento del trenta per cento dei casi di polmonite che necessitano di ospedalizzazione, un dato che fotografa la gravità delle complicanze respiratorie che si stanno registrando in questa fase.

Vaccinazioni potenziate e primi effetti

Mentre la Calabria adotta il blocco dei ricoveri, in Sicilia si cerca una via diversa, quella del potenziamento della profilassi. Al Policlinico "Paolo Giaccone" di Palermo, infatti, la campagna vaccinale antinfluenzale prosegue senza interruzioni, un'attività rafforzata per iniziativa della direttrice generale Maria Grazia Furnari nell'ambito di una task force dedicata. Questa misura, concepita per rispondere al sovraffollamento dei pronto soccorso regionali, che nei giorni scorsi hanno vissuto momenti di tensione estrema, comincia a dare i primi segnali positivi, sebbene la situazione rimanga delicata e sotto stretta osservazione.

La polemica sul personale e lo "scaricabarile"

Accanto all'emergenza sanitaria, però, esplodono aspre polemiche istituzionali che rischiano di distrarre dalla gestione concreta della crisi. A Caltanissetta, l'Asp locale ha replicato con durezza alle accuse mosse dalla Cgil sulla grave carenza di personale medico in diversi presidi del territorio, definendo le critiche "senza né capo né coda" e invitando il sindacato a un confronto basato su "argomenti seri". Uno scontro che si inserisce in un quadro più ampio di tensioni, dove, come riportano diverse segnalazioni, si assiste a un vero e proprio "scaricabarile" sulle responsabilità del collasso. Medici ospedalieri e di medicina generale si accusano a vicenda, mentre i farmacisti finiscono nel mirino per le carenze vaccinali e le cliniche private sono chiamate in causa per il riverbero del caos nei pronto soccorso pubblici.

Un sistema sotto stress

Il dato più allarmante, al di là delle singole controversie, resta la fotografia di un sistema sanitario regionale che fatica a reggere l'urto di una stagione influenzale particolarmente aggressiva. La carenza di vaccini, di cui solo una parte della popolazione a rischio è riuscita a beneficiare, unita all'aumento stagionale degli accessi e alla virulenza dei virus in circolazione, ha creato una tempesta perfetta. Gli ospedali, in particolare in Sicilia, si trovano in una condizione di tilt operativo, costretti a gestire non solo l'afflusso per le sindromi respiratorie acute ma anche le ordinarie urgenze, in un equilibrio precario che le istituzioni cercano faticosamente di preservare.

Puoi condividere questo articolo o riprenderne i contenuti, anche parzialmente, citando la fonte con link attivo a informazione.news, il portale online di notizie e approfondimenti.