Furti e carte di credito rubate: 11 arresti in Puglia

Articolo Precedente

precedente
Articolo Successivo

successivo

Redazione Interno Redazione Interno   -   Una rete familiare dedita ai furti in auto, con un modus operandi collaudato e una lunga lista di presunte vittime, è stata smantellata dai carabinieri del Comando Provinciale di Bari. L’operazione, coordinata dalla Procura della Repubblica di Bari e supportata dal 6° Nucleo Elicotteri, ha portato all’esecuzione di 11 misure cautelari, tra cui due arresti in carcere, tre ai domiciliari e cinque obblighi di presentazione alla polizia giudiziaria. Le indagini, che hanno coinvolto anche il vicecapitano del Bari Calcio, Francesco Maita, hanno rivelato un’organizzazione radicata nel quartiere San Paolo, dove la famiglia Giammaria avrebbe gestito un’attività criminale ben strutturata.

I sospetti, tra cui figurano fratelli, figli e nipoti, sono accusati di associazione a delinquere finalizzata a furti aggravati, ricettazione e indebito utilizzo di carte di credito. Secondo le ricostruzioni, il gruppo agiva in turni, sfruttando diverse auto per pattugliare la città e individuare obiettivi vulnerabili. Tra le tecniche utilizzate, quella di far credere agli automobilisti di aver forato una gomma, approfittando della loro momentanea distrazione per sottrarre borse, contanti e carte di credito. Un metodo che, seppur semplice, si è rivelato efficace nel garantire il successo delle loro azioni.

L’ordinanza di custodia cautelare, emessa dal gip Rossana De Cristofaro, ha colpito in particolare Cosmo Damiano Giammaria, difeso dall’avvocato Cristian Di Giusto, per il quale la misura è stata tuttavia respinta. Gli altri membri della presunta banda, invece, sono stati raggiunti dalle misure cautelari, che hanno interessato non solo Bari ma anche Giovinazzo e il carcere di Foggia, dove uno degli indagati era già detenuto per altre accuse.

Le indagini hanno portato alla luce una vera e propria “tradizione di famiglia”, con una struttura che sembrava replicarsi di generazione in generazione. I Giammaria, secondo le accuse, avrebbero operato in modo sistematico, concentrandosi su parcheggi e centri commerciali, luoghi affollati dove era più facile agire senza destare sospetti. Tra le vittime, anche il calciatore Maita, che ha denunciato il furto di oggetti personali e carte di credito, utilizzate poi per effettuare acquisti illeciti.

L’operazione dei carabinieri, partita all’alba, ha visto il dispiegamento di numerose forze dell’ordine, impegnate a eseguire le misure cautelari in modo simultaneo per evitare fughe di notizie. Le perquisizioni hanno portato al sequestro di auto, contanti e documenti, utili per ricostruire l’intera attività della presunta associazione. Tra i reperti, anche strumenti utilizzati per forzare le portiere delle auto e dispositivi per clonare carte di credito.

La Procura di Bari, che ha coordinato l’indagine, ha sottolineato come il gruppo fosse attivo da anni, con un’organizzazione che permetteva di distribuire i compiti tra i membri in modo da minimizzare i rischi. Le carte di credito rubate venivano utilizzate per acquisti immediati, spesso di beni di lusso, mentre i contanti venivano divisi tra i partecipanti. Una macchina criminale che, nonostante la sua apparente semplicità, ha causato danni significativi a numerose vittime, molte delle quali ignare di essere state prese di mira.

Puoi condividere questo articolo o riprenderne i contenuti, anche parzialmente, citando la fonte con link attivo a informazione.news, il portale online di notizie e approfondimenti.