Le nuove stelle Michelin: Mammoliti illumina le Langhe, la Toscana si rafforza
Articolo Precedente
Articolo Successivo
Redazione Interno
-
L’aurora boreale, un fenomeno tanto inatteso quanto affascinante, ha fatto capolino nel cielo delle Langhe proprio mentre Michelangelo Mammoliti, uno chef di Giaveno la cui arte ha trovato piena consacrazione a due passi da Alba, saliva sul palco del Teatro Regio di Parma per ricevere il massimo riconoscimento. Dalla platea, tra gli applausi che celebravano il traguardo, si distinguevano le voci della sua famiglia: il pianto di una bimba, la presenza di Simona, la compagna che a breve lo renderà padre per la seconda volta, e un grembiule nuovo da indossare, simbolo di un cammino professionale che ora brilla di una luce tripla. Con questa ascensione, Mammoliti illumina ancor di più un territorio già reso splendente da Enrico Crippa, l’altro tre stelle di Alba, proiettando così l’intera area nell’Olimpo della cucina di livello internazionale.
Il firmamento toscano si arricchisce
La presentazione dell’edizione 2026 della guida rossa, un evento che ridisegna annualmente le gerarchie della ristorazione, ha visto brillare anche due nuove stelle nel firmamento gastronomico toscano. A conquistare il primo ambito macaron sono stati Luca’s Restaurant, la creatura fiorentina dello chef Paulo Airaudo, e il ristorante Sciabola a Forte dei Marmi, guidato dallo chef Alessandro Ferrarini. Queste nuove acquisizioni, che si vanno ad aggiungere a un panorama già solido, rafforzano ulteriormente la posizione della regione, la quale vede l’Enoteca Pinchiorri dello chef Riccardo Monco svettare con i suoi tre macaron e numerose altre eccellenze riconfermate con fermezza.
Quindici tristellati per l'Italia
L’ingresso del Rei Natura by Michelangelo Mammoliti di Serralunga d'Alba nel ristretto novero dei locali con tre stelle porta a quindici il numero complessivo di questi templi della gastronomia in Italia. La lista dei tristellati, un vero e proprio gotha della cucina nazionale, comprende nomi storici e realtà di assoluto riferimento: da Villa Crespi a Piazza Duomo, da DaVittorio a Le Calandre, senza dimenticare Dal Pescatore, Osteria Francescana, La Pergola, Reale, Uliassi, Enrico Bartolini al Mudec, Atelier Moessmer Norbert Niederkofler, Quattro Passi e infine Casa Perbellini ai 12 Apostoli. Ognuno di essi rappresenta un capitolo fondamentale di quella che è ormai universalmente riconosciuta come una delle cucine più apprezzate al mondo.
Le altre novità della guida
L’edizione 2026 della Guida Michelin, nel suo meticoloso lavoro di mappatura dell’eccellenza, non ha premiato soltanto le vette più alte. Un riconoscimento di due stelle è andato, per esempio, ai Tenerumi a Vulcano, dove lo chef Davide Guidara porta avanti la sua cucina con dedizione. L’assegnazione di questi prestigiosi riconoscimenti, che segue un protocollo rigoroso e anonimo da parte degli ispettori, continua a essere un termometro fedele dell’evoluzione e della vitalità della proposta enogastronomica italiana, segnando ogni anno nuovi percorsi e consolidando tradizioni.




