Michelangelo Mammoliti, tre stelle Michelin: «Premiata la tenacia»
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Redazione Cultura e Spettacolo
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La 71esima edizione della Guida Michelin Italia, celebrata al Teatro Regio di Parma, ha incoronato un nuovo membro dell’olimpo gastronomico mondiale: Michelangelo Mammoliti, chef piemontese di origini francesi, che ha visto il suo ristorante «La Rei Natura» a Serralunga d’Alba, nelle Langhe, ricevere il massimo riconoscimento, le tre stelle. «Il duro lavoro e la determinazione pagano», ha commentato con visibile emozione lo chef, il quale ha sottolineato come in soli due anni sia ripartito da zero, un percorso di rinascita che non è passato inosservato, tanto da ricevere i complimenti dello stesso Gualtiero Marchesi. La sua storia, che si intreccia con il panorama più ampio della ristorazione nazionale, dimostra come il cammino verso l’eccellenza sia costellato di sfide e di ripartenze.
Le stelle che si accendono e quelle che si spengono
Lo stesso palcoscenico che ha decretato il trionfo di Mammoliti ha però registrato, quasi a sottolineare la natura dinamica e talvolta spietata delle valutazioni, anche un episodio di segno opposto. A distanza di dodici mesi dalla celebrazione del ristorante Arnaldo Clinica Gastronomica di Rubiera, in provincia di Reggio Emilia, quale locale stellato più longevo d’Italia, con settant’anni di presenza nella guida Rossa, la stella che lo caratterizzava gli è stata ritirata. Un evento che, se da un lato non cancella la storia e i meriti di un’istituzione familiare, dall’altro evidenzia come il criterio della Michelin sia in costante evoluzione, premiando l’innovazione senza guardare in modo definitivo al passato.
Il firmamento si allarga con nuove luci
L’edizione corrente della guida, la prima pubblicata nel lontano 1956, si è distinta per una significativa ventata di novità, con oltre centoventicinque new entry distribuite lungo lo Stivale, per un totale di quasi duemila locali citati. Tra le nuove stelle, o “macaron” per utilizzare il gergo d’oltralpe, che brillano nel firmamento della ristorazione italiana spicca il Senso Lake Garda, guidato dallo chef Alfio Ghezzi, situato all’interno dell’hotel extralusso Eala. Questo riconoscimento contribuisce a disegnare una mappa gastronomica sempre più ricca e variegata, dove le tradizioni locali si fondono con la creatività contemporanea.
Le Langhe, un distretto di eccellenza senza pari
Le colline delle Langhe, un tempo descritte da Beppe Fenoglio come un territorio di fatica e di miseria, si confermano oggi un distretto di eccellenza enogastronomica di rilevanza internazionale. In un’area di soli venti chilometri attorno ad Alba, dove i profumi del tartufo si mescolano a quelli dell’industria dolciaria, l’edizione 2026 della Guida Rossa ha assegnato tredici riconoscimenti a nove ristoranti diversi. Un concentrato di qualità, che rende questa porzia di Piemonte uno dei bacini più prolifici al mondo per quanto attiene alla ristorazione di alto livello, un luogo dove la cultura del buon cibo diventa motore di sviluppo e di identità.




