Michelangelo Mammoliti conquista tre stelle Michelin: «Premiata la tenacia»
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Redazione Cultura e Spettacolo
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La notte delle stelle a Parma, durante la cerimonia di presentazione della 71esima Guida Michelin Italia, ha incoronato un nuovo sovrano della cucina, Michelangelo Mammoliti, il cui ristorante «La Rei Natura» a Serralunga d’Alba è stato elevato all’olimpo dei tre stelle, il massimo riconoscimento possibile. «Il duro lavoro e la determinazione pagano», ha commentato con un filo di commozione lo chef, piemontese di nascita ma formatosi in Francia, subito dopo essere sceso dal palco del Teatro Regio. Un traguardo che, come lui stesso ha voluto sottolineare, corona un percorso di rinascita portato a termine in soli due anni, un lasso di tempo durante il quale è ripartito da zero, ottenendo persino i complimenti del direttore internazionale delle guide, Gwendal Poullennec, che ha definito la sua cucina «dinamica» e «fresca».
Una nuova geografia stellare
Con l’ascesa di Mammoliti, che con i suoi quarant’anni rappresenta una delle nuove leve di talento, il numero dei ristoranti italiani al vertice sale a quindici, segnando una mappa gastronomica che, sebbene complessivamente ridotta nel numero di stelle, sembra voler privilegiare scelte più coraggiose e interpretazioni creative. La Guida Rossa 2026, infatti, pare aver voluto premiare proprio quelle realtà che, come «La Rei Natura», sanno coniugare la tradizione con una visione personale e innovativa, un indirizzo preciso emerso con chiarezza dalle parole di Poullennec, il quale, in video dal palco, ha delineato i criteri di una selezione che guarda alla vitalità e all’evoluzione della proposta culinaria.
Le nuove entrate e il caso Olio
Accanto al trionfo di Mammoliti, la serata ha registrato altre significative affermazioni, tra le quali spicca quella del ristorante Olio di Origgio, guidato dallo chef Andrea Marinelli, che ha conquistato la sua prima stella. Il locale, nato cinque anni fa all’interno del progetto Spazio The Box, un luogo alle porte di Milano dove convivono la passione per il bello e per il buono, mescolando arte, design e auto d’epoca, entra così ufficialmente nella ristretta cerchia degli stellati, dimostrando come esperienze multidisciplinari possano tradursi in eccellenza a tavola.
Le Langhe, un distretto stellato
L’edizione della guida appena presentata ha inoltre messo in risalto la straordinaria concentrazione di talenti in un’area specifica del Paese: le Langhe. In quelle colline attorno ad Alba, un tempo descritte come povere e disperate nella letteratura di Beppe Fenoglio, oggi brillano tredici stelle Michelin, distribuite su nove ristoranti in un raggio di soli venti chilometri. Un fenomeno che, al di là dei profumi di tartufo e dei legami con la produzione della Nutella, testimonia una fertilità territoriale unica, capace di esprimere, in uno spazio così ridotto, una densità di qualità e riconoscimenti che pochi altri luoghi al mondo possono eguagliare.




