Lollobrigida d'oro, tra pista e vita da mamma: "Una fatica gioiosa"
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Redazione Sport
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L’estasi, quella di chi ha appena vinto una medaglia d’oro olimpica, sembra non abbandonare mai Francesca Lollobrigida. Dopo i tremila metri di gloria pattinati sull’anello di Rho Fiera, nel giorno del suo trentacinquesimo compleanno, è iniziata per lei un’altra gara, fatta di foto e autografi, di messaggi da leggere e telefonate a cui rispondere, senza contare i complimenti che la gente le rivolge persino per strada, a Milano. Un brivido che non si esaurisce, quello del trionfo, ma che anzi si trasforma in una gioiosa faticaccia, come lei stessa la definisce, sottolineando come la celebrazione in famiglia sia stata senza brindisi ma con una semplice, dolcissima, fetta di torta. Un’atleta che, nonostante l’impegno agonistico, sa ritagliarsi i suoi spazi privati, quelli in cui suo figlio Tommaso, con la sua esuberante vivacità, le ricorda che la vita è anche altro: "Mio figlio è come la mamma", osserva con affetto, "casinista e mai timido".
La routine quotidiana dopo il trionfo
Mentre la campionessa è ancora travolta dai ritmi post-competizione, a gestire la quotidianità domestica è il marito, Matteo Angeletti, che al telefono, tra una chiamata e l’altra, cerca di tenere a bada il vivace bambino di quasi tre anni. "Io mammo? Mi piace stare con Tommaso", racconta, spiegando di dover spesso rispondere alle richieste del piccolo con un semplice "la mamma è al lavoro, torna dopo". Una scena che ha commosso molti, quella del bambino avvolto nel tricolore insieme alla madre sul podio, e che ora si ripete in versioni più intime e casalinghe, mostrando il dietro le quinte di una famiglia che cerca di conciliare l’eccezionalità del successo sportivo con la normalità degli affetti.
Il percorso difficile del rientro
Quello che Lollobrigida ha compiuto, d’altronde, non è un percorso ordinario per un’atleta di élite: aver partorito un figlio e essere tornata ai massimi livelli, fino a stabilire un record olimpico, richiede una determinazione non comune, la stessa che, come si suol dire, sarebbe capace di spostare le montagne. "Ho partorito il venerdì e il lunedì seguente ero già in pista ad allenarmi", ha rivelato, raccontando senza enfasi retorica la durezza di un rientro che è stato possibile anche grazie a programmi di allenamento studiati su misura e a una preparazione che ha saputo tenere conto, in modo quasi pionieristico, delle esigenze specifiche di una donna e di una madre. Un progetto costruito attorno a lei, che ha incluso il supporto della famiglia, con la sorella presente ai raduni, e l’utilizzo di una wild card che le ha aperto una strada, permettendole di trasformarsi in quella che ormai tutti chiamano, a ragione, la "mamma d’oro".
Il bottino azzurro ai Giochi
Il suo oro, intanto, va ad arricchire un medagliere italiano che, alle Olimpiadi di Milano-Cortina, si sta colorando di diverse sfumature. Alla vittoria di Lollobrigida si affiancano, infatti, altre prestazioni di rilievo: il bronzo di Lucia Dalmasso, conquistato in un derby tutto azzurro contro Elisa Caffont nel gigante parallelo di snowboard, e quello di Sofia Goggia nella discesa libera femminile, una medaglia che la sciatrice aveva apertamente dichiarato di cercare perché ultimo tassello mancante nella sua collezione personale per quella specifica disciplina. Non manca neppure l’argento, arrivato dalla staffetta mista di biathlon, che rappresenta la seconda medaglia di quel metallo per la squadra italiana in questi Giochi, a testimonianza di un rendimento diffuso e di un movimento capace di esprimere valori alti in differenti settori.




