Morte Fakir a Bologna, il presidio a Casablanca chiede giustizia
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Redazione Interno
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La morte di Fakir a Bologna ha portato alla nascita di un presidio davanti all’ambasciata italiana di Casablanca, dove connazionali e familiari di Abderrahim Fakir hanno chiesto giustizia. Il volto dell’uomo di origini marocchine è stato mostrato durante la manifestazione organizzata mentre alcuni parenti attendevano il suo arrivo per le vacanze estive. Le persone presenti hanno espresso dolore e contestazione per quanto accaduto nel quartiere Pilastro di Bologna, dove Fakir è morto dopo un intervento della polizia.
Durante il presidio a Casablanca, i partecipanti hanno definito la vicenda un fatto gravissimo e hanno chiesto chiarimenti sulla morte di Fakir. Le parole dei familiari e dei connazionali hanno richiamato la necessità di comprendere cosa sia successo nelle fasi che hanno preceduto il decesso, con la richiesta di fare luce sull’accaduto. Tra le dichiarazioni raccolte durante la protesta è emersa anche la frase della moglie di Fakir: “Lo hanno giustiziato”, con cui ha espresso la propria posizione sulla vicenda.
Le immagini dell’intervento della polizia nel quartiere Pilastro
La vicenda di Abderrahim Fakir è stata accompagnata anche dalla diffusione di immagini relative ai momenti precedenti all’intervento della polizia. Un video esclusivo trasmesso da Tg La7 mostra alcune fasi che precedono il fermo dell’uomo nel quartiere Pilastro di Bologna. Nelle immagini Fakir appare disteso sul cemento di un garage, con le gambe appoggiate a un muretto, prima dell’intervento degli agenti.
Il filmato ha riportato l’attenzione sulle circostanze della morte avvenuta domenica 19 luglio e sulle ultime fasi prima dell’intervento della polizia. La nipote Yossra Fakir ha commentato la scomparsa dello zio in un video esclusivo mandato in onda a L’Aria che Tira, spiegando di voler raccontare la persona che era e di dare voce alla sua storia. Nel suo intervento ha precisato di non voler alimentare odio e di non voler trasformare la vicenda in una questione politica.
L’istruttoria del Viminale sul presidio convocato a Bologna
Nel frattempo la vicenda ha aperto anche uno scontro istituzionale legato a un presidio organizzato a Bologna in solidarietà alla famiglia di Fakir. Il Viminale ha avviato un’istruttoria sul presidio convocato dal sindaco di Bologna, il dem Lepore, dopo la morte dell’uomo. Secondo quanto riportato, la manifestazione non sarebbe stata concordata con questura e prefettura, che ne sarebbero venute a conoscenza attraverso gli organi di stampa.
La situazione ha quindi coinvolto diversi livelli, dalla richiesta di giustizia espressa a Casablanca dai familiari e dai connazionali fino alle verifiche istituzionali avviate in Italia. La morte di Abderrahim Fakir resta al centro delle dichiarazioni dei parenti, delle immagini diffuse sull’intervento della polizia e delle iniziative nate dopo l’accaduto, con posizioni diverse emerse nei giorni successivi alla vicenda.
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