La Coppa Italia all’Olimpia, Brooks è l’mvp e guida Milano al nono trionfo
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Redazione Sport
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La Frecciarossa Final Eight 2026, disputata alla Inalpi Arena di Torino, ha consegnato il suo verdetto con la premiazione di Armoni Brooks come miglior giocatore della competizione. La guardia americana dell’EA7 Emporio Armani Milano, quella che i media accreditati hanno votato per assegnare l’MVP Unipol dedicato a Chicco Ravaglia – il quale avrebbe compiuto 50 anni lo scorso 20 febbraio –, ha letteralmente trascinato i suoi alla conquista del trofeo. Brooks, e il dato emerge con chiarezza dalle statistiche finali, ha chiuso la manifestazione con una media di 19.7 punti a partita, sostenuta da un irreale 52.4% da oltre l’arco, numeri che gli hanno valso una valutazione media di 16.7. Nella finalissima contro Tortona, poi, ne ha messi a referto 20, conditi da 6 triple a bersaglio su 10 tentativi, confermando quanto di buono aveva già fatto intravedere in semifinale contro Brescia, quando i suoi punti furono addirittura 27. È a lui, a questo ragazzo texano dal tiro così pulito, che l’Olimpia deve gran parte di questo ennesimo, storico successo in Coppa Italia, il nono della propria storia, quello che le permette di issarsi in solitaria in cima all’albo d’oro.
Poeta, primo sigillo da capoallenatore: il racconto di una finale pazzesca
Per Giuseppe Poeta, invece, quella sollevata al cielo di Torino è la prima gioia in assoluto nella sua nuova veste di head coach, un traguardo arrivato al termine di una partita che di certo non si è rivelata una passeggiata. Perché se è vero che Milano ha condotto per larghi tratti, toccando anche un rassicurante +17 nel corso del primo quarto, è altrettanto vero che la Bertram Derthona, alla sua seconda finale dopo quella persa nel 2022 sempre contro i biancorossi, non ha mai smesso di crederci. I piemontesi, guidati da un ispiratissimo Prentiss Hubb – poi premiato come miglior assistman del torneo con 19 passaggi vincenti –, sono stati capaci di operare un contro-parziale devastante, riaprendo una contesa che sembrava ormai indirizzata e arrivando addirittura a toccare il +6 nella seconda metà del terzo periodo. Sul 50-56, con i fantomatici fantasmi del tracollo che iniziavano a far capolino nella testa dei milanesi, la musica è però cambiata: prima un guizzo di Leandro Bolmaro, poi la difesa asfissiante, e infine l’ingresso in scena di Marko Guduric. Il serbo, che di professione fa il killer sotto canestro, ne ha messi a referto 18, tanti dei quali pesantissimi, e ha ricucito lo strappo insieme a Brooks, riportando l’inerzia dalla parte giusta.
La rimonta di Tortona e la gestione milanese nel quarto conclusivo
La squadra di Mario Fioretti, va detto, ha giocato a viso aperto per tutti i quaranta minuti, dimostrando una volta di più di non soffrire né il palcoscenico né il pronostico sfavorevole. Dopo aver eliminato nell’ordine Venezia e la Virtus Bologna, le due grandi favorite della vigilia, Tortona ha sfiorato quella che sarebbe stata un’impresa memorabile, aggrappandosi alle giocate di Gorham, Strautins e Vital. Eppure, quando si parla di Olimpia, si sa, la qualità del roster finisce quasi sempre per fare la differenza. Nel quarto periodo, infatti, la musica è cambiata radicalmente: Armoni Brooks ha preso per mano i compagni nei minuti più caldi, firmando un parziale personale di 11 punti che ha riscritto il copione della partita. Poi, a suggellare il definitivo allungo, ci ha pensato ancora Guduric con una tripla a due minuti dalla fine che valeva il +9, quel margine di sicurezza che ha consentito a Milano di amministrare il vantaggio fino all’85-77 conclusivo.
Vigevano, che sofferenza a Fidenza: successo all’overtime in serie B
Se le Finals Eight hanno monopolizzato l’attenzione del grande pubblico, non si può però ignorare quanto accaduto in serie B Nazionale, dove l’Elachem Vigevano ha offerto una prova di cuore assoluta. Sul campo di Fidenza, e la cronaca racconta di una sofferenza indicibile per i ducali, la squadra di coach Alessandro Crotti si è trovata a dover fare i conti con l’assenza pesante di Kankleris, out per infortunio, e con un avvio di gara a dir poco complicato. I padroni di casa, infatti, hanno subito pigiato sull’acceleratore, confezionando un break che ha portato i piemontesi fino al +16, un divario che avrebbe stroncato le velleità di chiunque. E invece no, perché Vigevano, con grande carattere e una rimonta paziente, è riuscita a ricucire lo strappo, arrivando alla fine della partita con le ossa rotte ma con la possibilità di giocarsi tutto all’overtime. Quei cinque minuti supplementari, l’hanno premiata: l’87-94 finale ha il sapore di una vittoria dal valore inestimabile, non solo per i due punti in classifica ma per la solidità mentale dimostrata da un gruppo che non ha mai smesso di lottare.




