Milano batte Brescia e vola in finale scudetto, Brooks trascina l'Olimpia a 91-86
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Redazione Sport
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L'attesa, per quanto breve (appena un anno), si è rivelata fin troppo lunga per il popolo dell'EA7 Emporio Armani. Nell’arena di Assago, al cospetto di una Germani Brescia che ha venduto cara la pelle come pochi sanno fare in queste circostanze, Milano ha strappato il pass per l’atto conclusivo del campionato. Il 91-86 di gara-4, lo si dice senza timore di smentita, porta la firma indelebile di Armoni Brooks: il suo 6 su 6 da due punti, condito da una freddezza glaciale nei momenti decisivi, ha rappresentato il propellente per un volo che sembrava interrotto.
L’Olimpia, lo ricordiamo, si era fermata proprio sul più bello lo scorso anno, e questa rinascita – per usare un termine che calza a pennello – porta la cifra tecnica di coach Peppe Poeta, capace di plasmare una macchina da guerra nei momenti che contano.
La spallata decisiva nel terzo periodo
Se il primo quarto aveva già disegnato un solco (23-15), a suggellare la sostanziale superiorità dei padroni di casa ci ha pensato l’allungo nel corso della terza frazione. Brescia, va detto, non è mai stata una vittima sacrificale: la doppia cifra di scarto iniziale, toccata già dopo otto minuti di gioco (21-11), sembrava un macigno, ma gli uomini di coach Cotelli hanno avuto il merito di restare aggrappati al match.
Miro Bilan, implacabile sotto le plance, ha fatto registrare una doppia doppia da 19 punti e 12 rimbalzi, mentre Amedeo Della Valle – nonostante un avvio soft – ha piazzato le sue bordate dalla distanza proprio quando il match pendeva verso il baratro. Tuttavia, è nell’ultima parte del terzo quarto che l’Olimpia ha impresso la svolta: l’intensità difensiva è schizzata alle stelle, costringendo la Leonessa a scegliere tiri complicati. Da lì, il break che ha portato il margine fino a +19 all’inizio dell’ultimo periodo, un parziale che sulla carta non lasciava scampo.
Brooks e il fattore X dell'area pitturata
C’è un dato, emerso a freddo dalle statistiche di serata, che racconta meglio di ogni altra analisi il perché di questa vittoria: il 29/39 da due punti. Una percentuale bulgara che affonda le radici nel lavoro sporco di Zach LeDay (12 punti e una ritrovata verve agonistica dopo un avvio di serie sonnacchioso) e nella solidità di Josh Nebo, autore di 14 punti. Ma è Brooks, lo ribadiamo, l’elemento di rottura.
Il suo apporto non si è limitato ai 18 punti personali; l’americano ha saputo leggere gli aiuti difensivi, pescando i tempi giusti per i tagli e mettendo a referto tre recuperi decisivi che hanno spezzato le velleità di rimonta bresciana. Shavon Shields, eletto MVP del confronto, ha confezionato una prestazione a tutto tondo (12 punti, 6 assist e 7 rimbalzi) da vero factotum, dimostrando ancora una volta quanto la sua polivalenza sia un’arma letale in fase di passaggio tra i ruoli.
L'orgoglio di Brescia e l'ultimo sussulto
Sul 78-59 del 33esimo minuto, per molti, la pratica sarebbe potuta essere archiviata. La Germani, invece, ha avuto il merito (e l’orgoglio) di non sciogliere le righe. Utilizzando rotazioni più corte ma rabbiose, la squadra di coach Cotelli – che ricordiamo essere stato assistente proprio di Poeta in passato – ha imbastito un controbreak di 29-23 nel solo ultimo quarto. Le triple di Della Valle e quelle pesantissime di Ivanovic (15 punti) hanno risucchiato il Forum in un clima di tensione surreale.
Milan, fino a quel momento controllori assoluti del ritmo, hanno iniziato a soffrire la pressione a tutto campo. Eppure, ogni volta che Brescia sembrava a un passo dall’aggancio, la risposta arrivava dall’area: un rimbalzo offensivo di Nebo, una schiacciata di LeDay, un tiro sporco di Brooks. Il 91-86 finale premia la continuità di rendimento dell’Olimpia, che attende ora la vincente dell’altra semifinale. Venezia, come si legge dai tabellini dell’Eurolega, è avanti 2-1 su Bologna. Una serie, quest’ultima, che deciderà il nome dell’avversaria per la finale che inizierà l’11 giugno.




