L’Olimpia Milano vince la nona Coppa Italia, decidono Brooks e la panchina di Poeta

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Redazione Sport Redazione Sport   -   Alla Inalpi Arena di Torino, davanti a 12.597 spettatori che hanno stabilito un record di presenze per l’evento, l’EA7 Emporio Armani Milano ha conquistato la sua nona Coppa Italia, superando in finale la Bertram Derthona Tortona con il punteggio di 85 a 77 -1. Si tratta del secondo trofeo stagionale per i meneghini, dopo la Supercoppa vinta a settembre, e rappresenta un successo dal sapore particolare perché arriva a meno di tre mesi dall’insediamento di Peppe Poeta in panchina, subentrato a Ettore Messina dopo le dimissioni di quest’ultimo nel novembre del 2025 -3. Per Poeta, alla sua prima finale da capo allenatore dopo l’esperienza con Brescia nella passata stagione, è il coronamento di un avvio di gestione complicato, ma che la squadra ha saputo interpretare con autorità, dimostrando una solidità mentale notevole nei momenti cruciali della partita -2.

L’andamento della gara ha visto i piemontesi di coach Fioretti, per l’occasione ex assistente storico dell’Olimpia con oltre vent’anni di militanza nello staff milanese, tenere il passo per lunghi tratti, affidandosi alla verve realizzativa di Prentiss Hubb, autore di 23 punti e poi premiato come miglior assistman del torneo -1-6. Dall’altra parte, però, Milano ha potuto contare su un Armoni Brooks in serata di grazia: l’esterno, che ha chiuso con 20 punti personali, è stato eletto MVP della Final Eight grazie a una continuità di rendimento che lo ha visto protagonista sia in semifinale contro Brescia sia nell’atto conclusivo, spezzando più volte l’equilibrio con giocate di qualità nel quarto periodo -1-6. Il quintetto di Poeta, pur privo di Ousmane Diop per uno stiramento ai flessori della coscia destra, ha trovato le energie necessarie per allungare nel finale, gestendo con intelligenza il vantaggio accumulato e vanificando i tentativi di rimonta di Tortona -2-7.

La vittoria assume contorni storici per il club: con questo nono successo, l’Olimpia stacca definitivamente nella classifica delle vincitrici la Virtus Bologna e la Pallacanestro Treviso, ferme a otto, riportando a Milano un trofeo che mancava dal 2022 e confermandosi la regina della competizione -2. Per Tortona, invece, si tratta della seconda finale di Coppa Italia persa in tre anni, entrambe proprio contro i meneghini dopo quella di Pesaro del 2022, a testimonianza di un divario ancora da colmare ma anche di una crescita costante che ha portato i piemontesi a giocarsi il Titolo contro una corazzata come Milano -2. Nelle fila della Bertram, oltre alla prova di Hubb, da segnalare l’impegno di Tommaso Baldasso e Paul Biligha, entrambi ex di lusso con un passato in biancorosso costellato di scudetti e coppe, che hanno lottato fino all’ultimo respiro pur di rovinare la festa alla loro ex squadra -2-7.

Gherardini: servono più squadra e sostenibilità per la Lega

La finale è stata anche l’occasione per ascoltare il presidente di Lega Basket, Maurizio Gherardini, tornato nel basket italiano dopo vent’anni all’estero tra Nba e titoli europei. Nel suo intervento in conferenza stampa, Gherardini ha voluto sottolineare l’importanza di una maggiore coesione tra i club, lanciando un appello a superare gli individualismi per il bene del movimento -9. Secondo il presidente, il problema principale da affrontare riguarda la sostenibilità economica e la necessità di investire non solo nei roster, ma anche nelle strutture, perché solo così si potrà elevare la qualità complessiva del prodotto basket in Italia. Gherardini ha poi toccato il tema del futuro, menzionando il progetto NBA Europe che, pur non avendo ancora ufficialità, sembra destinato a considerare l’Italia come uno dei paesi cardine, una prospettiva che potrebbe portare valore aggiunto all’intero movimento nazionale -9.

Poeta: vittoria dedicata allo staff medico per i recuperi lampo

Peppe Poeta, visibilmente soddisfatto ma con i piedi per terra, ha commentato la vittoria in sala stampa con parole che sono andate oltre il semplice elogio della prestazione in campo. L’allenatore ha voluto dedicare il trionfo a tutte quelle figure che solitamente restano nell’ombra, a partire dallo staff sanitario e medico, senza il quale non sarebbero stati possibili i recuperi rapidi di giocatori chiave come Josh Nebo e Leandro Bolmaro -2-7. Una menzione particolare è andata anche al pubblico presente in tribuna, che non ha mai smesso di sostenere la squadra. Sul piano tecnico, Poeta ha sottolineato come i suoi grandi campioni abbiano preso per mano il gruppo nei frangenti decisivi, dimostrando che la differenza, in partite così equilibrate, la fanno l’esperienza e la personalità dei singoli. Una gestione, la sua, che finora ha portato a raccogliere due trofei su due disponibili, un biglietto da visita notevole per chi aveva ereditato una situazione complessa in corso d’opera.

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