Borse ancora sotto pressione, l'oro vola mentre Trump rilancia sulle ambizioni in Groenlandia

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Redazione Economia Redazione Economia   -   Le borse europee, che pure si erano avviate in territorio già negativo, hanno accentuato i ribassi nel corso della mattinata, navigando a vista in un mercato privato del fondamentale riferimento di Wall Street, chiusa per festività. L'assenza di quella bussola, unita a un coro di dichiarazioni provenienti dall'amministrazione del presidente degli Stati Uniti Donald Trump, le quali hanno riacceso l'interesse per l'acquisizione della Groenlandia, ha contribuito a un evidente deterioramento della fiducia degli investitori, i quali hanno preferito disfarsi di una parte dei rischiosi asset azionari. Il futures sull'Eurostoxx50, che in pre-apertura segnava un calo dello 0,45%, si è ritrovato presto a fare i conti con perdite ben più ampie, in uno scenario generale di fuga verso i cosiddetti beni rifugio.

La corsa all'oro e il peso dei dazi

Proprio la ricerca di protezione dal rischio, peraltro, ha spinto il metallo giallo a un traguardo storico, facendogli superare per la prima volta la soglia dei 4.700 dollari l'oncia, un movimento esplosivo che pochi si aspettavano così repentino. La mossa, che segue di poco le minacce di nuovi dazi commerciali contro gli alleati europei avanzate dalla Casa Bianca, ha gettato benzina sul fuoco di un sentiment già fragile, dimostrando come le mosse protezionistiche continuino a essere uno dei principali catalizzatori di volatilità. Anche l'argento, del resto, si è mantenuto a ridosso dei suoi massimi storici, confermando una domanda robusta per gli asset tangibili in un periodo di grande incertezza geopolitica ed economica.

Piazza Affari nella bufera

In questo contesto, il listino italiano ha subito un'evoluzione particolarmente negativa, passando da un avvio in moderato calo a un vero e proprio tracollo, con il Ftse Mib che, in una fase della mattinata, ha visto il ribasso superare abbondantemente l'uno per cento, toccando quota 44.557 punti. La performance, se confermata alla chiusura, segnerebbe la quarta seduta consecutiva in rosso, un evento che non si verificava da tempo e che sottolinea una fase di netta difficoltà per gli indici domestici. A pesare, in particolare, è stato il settore bancario, con i titoli di alcuni degli istituti più capitalizzati che hanno accusato perdite molto significative, trascinando giù l'intero paniere.

Il settore finanziario fa da zavorra

La marcata debolezza delle azioni bancarie, alcune delle quali hanno visto crollare il proprio valore in borsa, rappresenta un chiaro sintomo delle preoccupazioni che attanagliano il mercato, le quali vanno ben oltre le mere dinamiche societarie. Gli investitori, infatti, temono che un inasprimento delle tensioni commerciali a livello globale e l'instabilità politica possano minare la già fragile ripresa economica, impattando negativamente sulla redditività futura del sistema creditizio. Il Ftse Italia All Share, lo specchio di tutta la piazza, ha seguito da vicino le sorti dell'indice di riferimento, mentre una timida divergenza positiva si è registrata solo tra le medio-piccole capitalizzazioni del Mid Cap e dello Star, le quali, pur con molte esitazioni, hanno tentato di opporre una certa resistenza alla tendenza generale.

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