Papa Leone XIV in Turchia e Libano, il cardinale Müller: "Portare la luce della pace"

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Redazione Esteri Redazione Esteri   -   In un'intervista concessa all'emittente turca A Haber, il cardinale Gerhard Ludwig Müller, già prefetto della Congregazione per la Dottrina della Fede, ha delineato i contorni del viaggio apostolico di Papa Leone XIV, sottolineandone la profonda risonanza spirituale, teologica e geopolitica. "La sua missione è portare la luce della pace", ha affermato il porporato, aggiungendo che "le guerre non vengono da Dio", in un esplicito richiamo alla fraternità universale a cui è chiamata l'umanità. Queste dichiarazioni, che arrivano alla vigilia della partenza, collocano la visita in una prospettiva di dialogo e riconciliazione, enfatizzando come il percorso intrapreso non sia soltanto una successione di appuntamenti istituzionali ma un segnale forte indirizzato a regioni scosse da tensioni pluridecennali.

Attese e significato di un pellegrinaggio

Padre Claudio Monge, teologo operante a Istanbul, ha raccontato le speranze che animano i fedeli locali, descrivendo l'imminente arrivo del Pontefice come un evento storico che intreccia diversi piani: dall'unità dei cristiani all'attenzione per le migrazioni, fino all'impegno costante per la pace. Questo pellegrinaggio, che si muove nel solco della continuità con l'operato di Francesco, delinea al contempo una rinnovata visione per il Mediterraneo e il Medio Oriente, aree che il teologo ha definito "essenziali" nel disegno complessivo. È noto, infatti, che il predecessore nutriva il desiderio di recarsi a Nicea e in Libano, aspirazioni che il viaggio attuale sembra quindi concretizzare.

Le polemiche sulla data a Nicea

Sulla visita in Turchia, che si svolgerà dal 27 al 30 novembre per poi proseguire in Libano fino al 2 dicembre, non mancano però le contestazioni. Alcuni gruppi di nazionalisti turchi si stanno mobilitando per protestare contro la data scelta dal Vaticano per la celebrazione a Iznik, l'antica Nicea, in occasione del millesettecentesimo anniversario del primo Concilio ecumenico. La commemorazione è fissata per il 28 novembre, data che coincide anche con il centocinquesimo anniversario della liberazione della città dalle forze greche, un evento cardine nella guerra d'indipendenza turca. Questa sovrapposizione di date, che per alcuni evoca un passato di conflitti, ha sollevato le critiche degli ambienti ultra-nazionalisti, ai quali è stato fatto notare, quasi a smorzare gli entusiasmi polemici, che "non siamo ai tempi di Bisanzio".

La sicurezza e il compimento di un percorso

Nel corso della presentazione ufficiale del viaggio, tenutasi in Sala stampa vaticana, è emerso con chiarezza come questo itinerario rappresenti il coronamento di due precisi desideri di Francesco. Il direttore della Sala stampa, Matteo Bruni, rispondendo alle domande dei giornalisti riguardanti le condizioni del Libano, ha assicurato che "la situazione di sicurezza era ben conosciuta anche mesi fa", durante la fase preparatoria della visita, e che "sono state prese tutte le misure e le precauzioni necessarie" per garantire lo svolgimento in piena sicurezza dell'intero viaggio apostolico, confermando così la volontà di procedere nonostante le complessità del contesto regionale.

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