Silvia Salis verso la vittoria a Genova: chi è la candidata del campo largo
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Redazione Interno
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Silvia Salis, atleta, vicepresidente del Coni e volto noto dello sport italiano, è in procinto di diventare la prima cittadina di Genova, secondo i dati degli exit poll diffusi dal Consorzio Opinio Italia per la Rai. Con una percentuale compresa tra il 53% e il 57%, la candidata sostenuta da Partito democratico, Alleanza verdi e sinistra, Movimento 5 Stelle e altre forze progressiste ha superato nettamente l’avversario del centrodestra, Pietro Piciocchi, fermo al 38-42%. Un risultato che, se confermato, segnerebbe una vittoria al primo turno per il centrosinistra, nonostante le attese fossero più incerte dopo le recenti inchieste giudiziarie che hanno coinvolto la Liguria.
La sua ascesa politica arriva dopo una carriera sportiva di rilievo: specializzata nel lancio del martello, Salis ha rappresentato l’Italia in competizioni internazionali, conquistando medaglie e diventando un simbolo di determinazione. Il suo impegno pubblico, iniziato con la vicepresidenza del Coni, si è poi tradotto in una candidatura che ha saputo unire un ampio schieramento, dal Pd ai Verdi fino ai pentastellati. Il marito, il regista Andrea Jublin, è una figura nota nell’ambiente culturale, ma è stata soprattutto la sua personalità poliedrica a convincere gli elettori.
L’affluenza, seppur non altissima, ha visto un’impennata nell’ultima giornata di votazioni, raggiungendo il 51,9%, con un incremento significativo rispetto alle rilevazioni iniziali. Un dato che, se da un lato conferma una certa partecipazione popolare, dall’altro riflette anche le difficoltà di un territorio segnato da scandali e sfiducia.
La sconfitta del centrodestra, che puntava a riconfermare la linea dell’uscente Marco Bucci, appare netta, con Piciocchi che non è riuscito a capitalizzare il sostegno di una coalizione ampia, comprendente Lega, Forza Italia e Fratelli d’Italia. Gli altri candidati, Antonella Marras (Sinistra Alternativa) e Mattia Crucioli (Uniti per la Costituzione), sono rimasti marginali, attestandosi entrambi sotto il 3%.




