Genova torna a sinistra: Salis vince al primo turno con il 51,5%
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Redazione Interno
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Dopo otto anni di governo del centrodestra, Genova cambia colore politico e lo fa senza bisogno del ballottaggio. Silvia Salis, ex atleta e vicepresidente vicaria del Coni, ha conquistato la città con il 51,5% dei voti, superando nettamente lo schieramento avversario, fermo al 44%. Un risultato che non solo segna la fine dell’era Bucci, ma rilancia anche il centrosinistra a livello nazionale, dimostrando che l’unità può essere la chiave per riconquistare territori considerati ormai persi.
«Quando il campo progressista è compatto, non deve temere nessuna sfida», ha dichiarato la neoeletta, sottolineando come la vittoria sia frutto di una coalizione ampia, capace di mettere da parte le divisioni. Un messaggio che Elly Schlein, segretaria del Pd, ha fatto proprio esultando per il successo: «Solo uniti si vince», ha ripetuto, evidenziando come Genova e Ravenna – quest’ultima rimasta saldamente in mano al centrosinistra – siano la prova che la strategia del "campo largo" funziona.
La tornata elettorale, che ha coinvolto quattro capoluoghi e oltre 120 comuni, ha registrato un’affluenza di oltre due milioni di italiani. Oltre alle vittorie immediate, il centrosinistra si presenta ora ai ballottaggi di Taranto e Matera con vento in poppa, mentre il centrodestra – nonostante i sondaggi favorevoli – deve fare i conti con una battuta d’arresto.
Quella di Salis, del resto, non è una vittoria qualsiasi. Giovane, donna e con un profilo tecnico più che politico, incarna un modello di leadership che il Pd punta a replicare altrove. «Dimostra la forza delle candidature femminili», commentano i suoi sostenitori, mentre qualcuno osserva che il successo genovese potrebbe avere ripercussioni oltre le amministrative, influenzando anche il dibattito nazionale.




