Glovo sospende i "bonus caldo" per i rider dopo le polemiche, ora si apre il confronto sindacale

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Redazione Interno Redazione Interno   -   La decisione di Glovo di introdurre un compenso aggiuntivo per i rider disposti a lavorare sotto il sole rovente, con temperature che superano i 40 gradi, ha scatenato un acceso dibattito, spingendo la piattaforma a fare marcia indietro. Il cosiddetto "bonus caldo", che prevedeva pochi centesimi in più a consegna per chi accettava di pedalare nelle ore più torride, è stato sospeso dopo le critiche dei sindacati, che lo hanno giudicato non solo insufficiente ma anche pericoloso.

«Nell’incontro di oggi con Glovo, su nostra esplicita richiesta, si è arrivati alla decisione di sospendere le misure annunciate», ha dichiarato la Felsa Cisl, sottolineando che il confronto continuerà nei prossimi giorni per ridefinire un sistema che garantisca sicurezza senza spingere i lavoratori a rischi inaccettabili. L’Unione Sindacale di Base, da parte sua, ha bollato l’iniziativa come l’ennesimo tentativo di «monetizzare il rischio» invece di prevenirlo, ricordando che i rider sono già esposti a condizioni estreme, dalla pioggia al caldo, senza adeguate tutele.

Quella della "gamification" – ovvero l’uso di incentivi economici per spingere i lavoratori ad accettare turni più duri – non è una novità nel settore del food delivery, ma il caso del "bonus caldo" ha riacceso il dibattito sulle strategie delle piattaforme. Se da un lato Glovo ha ritirato provvisoriamente la misura, aprendo un negoziato, resta il fatto che i rider, spesso inquadrati come autonomi, si trovano a dover scegliere tra reddito e sicurezza, in assenza di normative chiare.

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