Udinese-Como, le scelte di Runjaic e Fabregas per il lunch match di Pasquetta
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Redazione Sport
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L’attesa per il calcio d’inizio, fissato alle 12.30 di questo lunedì 6 aprile, si è sciolta solo nel momento in cui i due allenatori – il tecnico di casa Runjaic e l’ex centrocampista del Barcellona, oggi brillante stratega del Como, Cesc Fabregas – hanno consegnato le formazioni ufficiali del match che vale la trentunesima giornata di Serie A. Una sfida, quella del BluEnergy Stadium di Udine, che porta con sé un peso specifico assai diverso per le due contendenti: se da un lato i padroni di casa, undicesimi a quota 39 punti, navigano in quelle acque tranquille della metà classifica dove l’unico rischio concreto sarebbe stato un crollo verticale (ma il vantaggio di 12 lunghezze sul terzultimo posto, occupato da Lecce e Cremonese, è un cuscinetto più che rassicurante), dall’altro lato i lariani arrivano con l’ambizione di chi non vuole più fermarsi. La squadra di Fabregas, infatti, reduce da cinque vittorie consecutive, si trova al quarto posto con 57 punti, a +3 dalla Juventus (che ha giocato lo stesso numero di partite) e dalla Roma, sebbene questi ultimi abbiano una gara in più alle spalle.
L’assenza pesante in casa Udinese e le conferme di Runjaic
Runjaic, che pure può contare su un gruppo senza particolari pressioni di classifica, deve fare i conti con una defezione di primo piano: la punta di diamante Davis è squalificato, e la sua assenza si fa sentire soprattutto nella costruzione della manovra offensiva. Il tecnico dei friulani, invece di stravolgere l’assetto, ha scelto la continuità rispetto all’undici che aveva battuto il Genoa per 2‑0, confermando Okoye tra i pali e l’intero reparto arretrato con Kristensen, Kabasele e Solet. A centrocampo agiranno Ehizibue, Piotrowski, Karlstrom e Kamara, mentre la linea dei trequartisti – o se preferite degli interni offensivi – vede Ekkelenkamp e Atta muoversi alle spalle dell’unica punta, quel Zaniolo chiamato a raccogliere l’eredità del compagno assente. Una scelta, quella di Runjaic, che non cerca sorprese ma piuttosto solidità, consapevole che la sua Udinese, con 39 punti all’attivo e un ritardo di 11 lunghezze dal settimo posto (quello che varrebbe un improbabile accesso alla Conference League), può giocare senza l’assedio psicologico della lotta per non retrocedere.
Fabregas lancia Smolcic e Valle, Caqueret davanti a Baturina
Dall’altra parte della barricata, Cesc Fabregas non si concede distrazioni. Il tecnico spagnolo, la cui squadra sogna in grande dopo il ko della Roma contro l’Inter (un risultato che indirettamente ha allargato le maglie della corsa europea), ha schierato un Como offensivo ma bilanciato. Sulla fasce difensive agiranno Smolcic e Valle, due elementi scelti per spingere senza scoprire troppo la retroguardia. Confermato Diao, mentre a centrocampo la sorpresa è rappresentata dalla preferenza accordata a Caqueret su Baturina: un’indicazione tattica non banale, che suggerisce come Fabregas voglia più filtro davanti alla difesa. Alle spalle dell’attaccante Douvikas – riferimento centrale e finalizzatore – gioca Nico Paz, il quale avrà il compito di cucire il gioco tra mediana e area avversaria. Nessuna rivoluzione, dunque, ma piuttosto una messa a punto di meccanismi già rodati, quelli che hanno permesso al Como di infilare cinque vittorie di fila e di guardare dall’alto in basso anche squadre tradizionalmente più blasonate.
Il tabellino ufficiale e il contesto della trentunesima giornata
Le formazioni complete, rese note poco prima del fischio d’inizio, confermano quindi l’assetto a tre dell’Udinese (3-4-2-1) e la volontà del Como di rispondere colpo su colpo. Ecco l’undici di Runjaic: Okoye; Kristensen, Kabasele, Solet; Ehizibue, Piotrowski, Karlstrom, Kamara; Ekkelenkamp, Atta; Zaniolo. Dall’altra parte, Fabregas risponde con il suo schieramento tipo, pur dovendo fare a meno di eventuali altri acciaccati non segnalati nelle ore precedenti. La partita, visibile in diretta tv e in streaming, rappresenta per i padroni di casa l’occasione per dare continuità al successo di misura (2‑0) ottenuto contro il Genoa prima della sosta, mentre per il Como si tratta di un banco di prova importantissimo in chiave Champions League. La classifica, lo ricordiamo, vede i lariani quarti a 57 punti, con la Juventus terza a 60 (ma con un calendario diverso) e la Roma quinta a 54 sebbene con una partita in più. Nessun margine di errore, quindi, per gli uomini di Fabregas, che sanno bene come ogni passo falso possa riaprire discorsi che sembravano chiusi. L’arbitro, ancora da ufficializzare al momento della consegna delle formazioni, avrà il compito di gestire una sfida dal ritmo presumibilmente alto, senza dimenticare che in campo non mancheranno i duelli individuali – da Zaniolo contro la difesa comasca a Nico Paz contro i mediani friulani – capaci di deciderne le sorti.




