L’eredità – Sfida tra giganti, l’ironia di Totti e i ricordi di Verdone conquistano la prima serata

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Redazione Cultura e Spettacolo Redazione Cultura e Spettacolo   -   Il lungo e celeberrimo tunneling che porta i concorrenti al centro dello studio, quello stesso percorso che da oltre vent’anni accompagna le serate degli italiani, si è aperto stavolta per accogliere non solo i campionissimi del passato ma anche due icone della romanità, Francesco Totti e Carlo Verdone. La prima puntata de “L’Eredità – Sfida tra Giganti”, andata in onda venerdì 20 febbraio su Rai 1, ha celebrato il ventennale de “La Ghigliottina” trasformando il quiz condotto da Marco Liorni in un varietà nel varietà, dove la competizione serrata tra i sei storici concorrenti ha fatto da contrappunto alla verve comica, a tratti surreale, degli ospiti -2-5. L’ex capitano della Roma e il celebre attore e regista, seduti comodamente accanto a Liorni, hanno dato vita a un siparietto fatto di frecciate e confidenze, regalando al pubblico momenti di televisione autentica lontani anni luce dalla rigida sceneggiatura del gioco.

L’alchimia tra i due, del resto, è apparsa evidente sin dalle prime battute, quando Verdone ha confessato di attendere una cena con Totti da sette lunghi anni, un invito sempre rimandato e mai concretizzato, e l’ex numero 10 ha prontamente ribattuto, con la sua proverbiale faccia tosta, di poter organizzare la cosa direttamente lì, in studio -3-8. Un esordio che ha sciolto ogni eventuale residua formalità, aprendo la strada a un flusso ininterrotto di battute. Totti, dal canto suo, ha dimostrato una disinvoltura e un tempismo comico che vanno ben oltre la semplice partecipazione dell’ex sportivo di turno; quando Verdone, osservando la prontezza di uno dei concorrenti, Christian Giordano, lo ha definito “un medium”, la risposta di Totti non si è fatta attendere: “Non è medium, è XL”, giocando sull’evidente stazza del campione e scatenando l’ilarità generale -1. Un’ironia che l’ex calciatore ha saputo dosare anche nei momenti di gioco, come quando, nel corso della sfida delle parole, ha quasi minacciato di abbandonare lo studio se i concorrenti avessero continuato a interrompere la sua lettura degli indizi, impossessandosi così, di fatto, del ritmo della trasmissione -8.

Se Totti ha stupito per la verve da battutista nato, Carlo Verdone ha fatto ciò che gli riesce meglio: raccontare storie. La sua presenza sul divano di Liorni si è trasformata in un palcoscenico intimo, dove l’attore ha svelato la sua curiosa abitudine di frequentare le farmacie non per necessità, ma per ascoltare e raccogliere le storie della gente comune, materia prima del suo cinema -1. E mentre il gioco proseguiva con i sei campioni – Guido Gagliardi, Martina Crocchia, Giacomo Candoni, Daniele Alesini, Christian Giordano e Gabriele Paolini – a darsi battaglia per accedere alla Superghigliottina, Verdone ha intenerito la platea ricordando l’incontro con Christian De Sica sui banchi di scuola, quando lo accolse come compagno in cambio di un aiuto nelle versioni di latino, gettando le basi per uno dei sodalizi artistici più longevi e fecondi del cinema italiano -1-6.

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