Attentato incendiario a Enego, il boato davanti a casa del cronista che racconta Caivano

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Redazione Interno Redazione Interno   -   L’esplosione è arrivata poco dopo le ventitré e trenta, quando Adriano Cappellari era appena rientrato dall’aver trascorso la serata da alcuni conoscenti, ignaro che qualcuno, forse proprio in quegli istanti, lo stesse osservando.

Un ordigno artigianale – composto da alcune bombolette di gas racchiuse in una scatola – è stato fatto brillare davanti al cancello della sua abitazione, a Enego, sull’Altopiano di Asiago, producendo una fiammata talmente alta da danneggiare la recinzione e mandare in frantumi i vetri di alcune finestre. secoloditalia +3

Il giovane pubblicista, collaboratore del Giornale di Vicenza e del periodico L’Altopiano, ha sentito il boato fortissimo mentre si trovava all’interno; un boato che ha fatto tremare l’intera struttura, spingendo i vicini a intervenire con secchiate d’acqua per contenere il rogo in attesa dei soccorsi. ilmessaggero +3

La dinamica e le indagini

Sul posto sono intervenuti tempestivamente i carabinieri della stazione di Enego (coordinati dalla Compagnia di Bassano del Grappa) e i vigili del fuoco, che hanno provveduto a mettere in sicurezza l’area e a disinnescare alcune bombolette rimaste fortunatamente inesplose. rainews +3

Le immagini dei sistemi di videosorveglianza privata, decisive in questa fase investigativa, hanno ripreso un soggetto a volto coperto da un passamontagna; secondo una prima ricostruzione, l’uomo sarebbe apparso armato di pistola, avvicinandosi all’area d’accesso per depositare a terra il pacco che poi sarebbe stato innescato, per poi allontanarsi rapidamente a piedi. corriere +3

Nell’immediatezza dell’attentato, la stessa vittima ha rinvenuto nella cassetta della posta una nuova lettera accompagnata da alcune fotografie: immagini che la ritraggono in giardino, dettaglio questo che confermerebbe l’esistenza di un’attività di appostamento o pedinamento ai danni del cronista.

I messaggi contenuti nel plico, che si aggiungono a un precedente clima di intimidazioni, riportano minacce di morte esplicite e fanno riferimento anche alla premier Giorgia Meloni e al parroco anticamorra don Maurizio Patriciello. upday +3

Il precedente delle minacce e la solidarietà

Non è la prima volta, d’altronde, che Cappellari si ritrova nel mirino per la sua professione: già dallo scorso dicembre (e in particolare dopo un articolo in cui invitava a sostenere l’opera del sacerdote di Caivano) aveva ricevuto lettere anonime contenenti pesanti avvertimenti, con la chiara intimazione a smettere di scrivere.

Nonostante la paura e il disagio, acuiti dall’aver coinvolto indirettamente i vicini in una situazione di pericolo, il ventenne ha dichiarato di non voler interrompere la sua attività di testimonianza. ilmessaggero +3

È lo stesso don Patriciello, figura simbolo della battaglia contro i clan nel Napoletano, a essersi messo in contatto con lui per primo, invitandolo a raccontare tutto alle forze dell’ordine e a proseguire senza arretrare.

Sul fronte istituzionale, i carabinieri stanno lavorando per risalire all’identità dell’esecutore materiale – che le telecamere hanno immortalato mentre piazzava l’ordigno – e per chiarire eventuali legami con gruppi già noti o con i precedenti episodi di minaccia registrati nei mesi scorsi. corriere +3

Il contesto del lavoro giornalistico

La vicenda si inserisce in un quadro ben preciso di tensione verso l’informazione locale, in particolare verso quei cronisti che scelgono di raccontare le pieghe più oscure dei territori segnati dalla criminalità organizzata.

Per un giornalista di appena vent’anni, il prezzo da pagare per aver acceso i riflettori sulla situazione di Caivano e sull’attività pastorale di don Maurizio Patriciello è stato, in questo caso, quello di vedere la propria abitazione trasformarsi in un obiettivo. livesicilia +3

Nell’ordigno rudimentale messo a punto dagli attentatori non c’era solo l’intenzione di danneggiare un cancello o una recinzione, quanto piuttosto un messaggio chiaro rivolto a chiunque intenda varcare certi confini narrativi; un avvertimento che prova a tracciare una linea rossa tra la cronaca di strada e la violenza ritorsiva. rainews +3

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