Attentato incendiario a Enego, bottiglie molotov contro la casa del cronista Cappellari. L’ombra delle minacce dopo gli articoli su Caivano
Articolo Precedente
Articolo Successivo
Redazione Interno
-
Un boato ha squarciato la notte sull’altopiano di Asiago, trasformando la quiete apparente di Enego in un teatro di guerra improvvisato.
Adriano Cappellari, giornalista ventenne che collabora con Il Giornale di Vicenza e il quindicinale L’Altopiano, ha visto la propria abitazione trasformarsi in un bersaglio; intorno alla mezzanotte di sabato, individui ancora ignoti – ripresi dalle telecamere di sorveglianza con il volto coperto e, secondo le prime ricostruzioni, armati di pistola – hanno piazzato un ordigno artigianale davanti al cancello d’ingresso. ildenaro +3
L’esplosione, descritta dallo stesso cronista come una fiammata altissima capace di far tremare le mura domestiche, ha danneggiato la recinzione e infranto i vetri delle finestre, mentre nelle vicinanze gli inquirenti hanno rinvenuto alcune bombole di gas rimaste fortunatamente inesplose e subito messe in sicurezza dai vigili del fuoco. sky +3
La sorveglianza e la lettera anonima
Ad accrescere il clima di tensione non è stato solo l’ordigno; sul posto, i carabinieri della Compagnia di Bassano hanno repertato una lettera minatoria.
Cappellari ha raccontato agli investigatori di aver trovato quel messaggio nella cassetta della posta, un contenitore che, insieme alle scritte intimidatorie, custodiva anche una fotografia che lo ritraeva nel giardino di casa: “Segno che qualcuno mi sorveglia, mi tiene d’occhio”, ha dichiarato il giornalista, visibilmente scosso dall’accaduto. ilgazzettino +3
La lettera, che non è la prima che riceve, conteneva riferimenti espliciti a don Maurizio Patriciello – il parroco simbolo della lotta alla camorra a Caivano – e alla premier Giorgia Meloni, uniti in un eloquente messaggio di chiara matrice intimidatoria: “Se non smetti con le buone, smetterai con le cattive”. ilgazzettino +3
Un cronista nel mirino della criminalità
Non è la prima volta che il giovane cronista finisce nel mirino per il suo lavoro. Già nei mesi scorsi, specialmente dopo aver espresso pubblicamente il suo appoggio a don Patriciello e aver documentato la situazione di degrado e contrapposizione ai clan a Caivano, Cappellari aveva denunciato di aver ricevuto lettere anonime contenenti fotografie con la “X” tracciata sui volti. corriereadriatico +3
Quello che appariva come un periodo di stasi – nessuna missiva intimidatoria da novembre ad oggi, come ha sottolineato lo stesso giornalista – è stato interrotto da questa esplosione notturna avvenuta mentre lui rientrava da una cena dai vicini, quasi a dimostrare una precisa volontà di colpire la sua sfera privata nel momento di massima vulnerabilità. ilgazzettino +3
Solidarietà e indagini in corso
L’eco dell’attentato ha rapidamente varcato i confini locali, sebbene l’attenzione resti focalizzata sugli sviluppi investigativi: i carabinieri stanno analizzando i fotogrammi delle telecamere private per risalire all’identità dell’uomo incappucciato, mentre la Procura valuta le ipotesi di reato alla luce del precedente clima di intimidazione. virgilio +3
Nel frattempo, il cronista ha ricevuto la prima chiamata proprio da don Patriciello – che lo ha esortato a proseguire il racconto e a non cedere alla paura – mentre diverse voci istituzionali hanno condannato l’accaduto, definendolo un vile attentato alla libertà di stampa. Cappellari, nonostante lo “sconforto” per i disagi arrecati ai vicini e la paura personale, ha ribadito la sua intenzione di non smettere di scrivere. dire +3




