Carlo Verdone riceve la laurea ad honorem in Medicina: "Sono un antidepressivo senza effetti collaterali"
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Redazione Cultura e Spettacolo
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Carlo Verdone ha ricevuto nel teatro Petruzzelli di Bari, gremito per l’occasione, la laurea honoris causa in Medicina e Chirurgia. Il rettore Roberto Bellotti ha consegnato il riconoscimento che sancisce, al di là della carriera cinematografica, un insolito e longevo percorso di competenza acquisita lontano dalle aule universitarie.
Un riconoscimento per la medicina compassionevole
L’ateneo barese ha voluto premiare il suo “approccio compassionevole e clinico alla medicina”, un metodo che, unito alla notorietà e alla straordinaria capacità comunicativa dell’artista, lo ha reso un testimonial unico per la promozione della prevenzione. Si è sottolineato come Verdone, attraverso la sua opera, sia divenuto il maggior cultore pubblico di quelle abilità mediche “non tecniche”, essenziali nella relazione con il paziente ma spesso trascurate.
L'ipocondria trasformata in poetica comica
L’attore, che da sempre ha coltivato in maniera autodidatta una profonda passione per gli studi medici, ha costruito gran parte della sua poetica comica proprio attorno a una autoironica ipocondria, trasformando le proprie ansie in materiale narrativo di grande presa sul pubblico. Nei suoi film ha spesso messo in scena personaggi la cui comicità scaturisce da un rapporto ossessivo e talvolta tragicomico con le malattie, dimostrando di aver compreso a fondo non solo i meccanismi della risata ma anche le dinamiche psicologiche tra chi cura e chi è curato.
L'attore come antidepressivo senza effetti collaterali
Durante la cerimonia, Verdone ha espresso la sua visione con una metafora efficace, definendosi “un antidepressivo senza effetti collaterali”. Con questa immagine, l’artista ha sintetizzato la funzione sociale che attribuisce al suo lavoro: quella di curare l’umore delle persone, offrendo un sollievo dall’ansia e dalla malinconia attraverso la comicità. “Voi salvate le vite, io curo l’umore”, ha affermato rivolgendosi idealmente alla platea di medici e accademici.
L'istituzionalizzazione di un sapere atipico
Il riconoscimento va interpretato non come un omaggio alla celebrità fine a se stessa, bensì come l’istituzionalizzazione di una forma di sapere atipico e divulgativo. L’università ha legittimato un canale di comunicazione della scienza medica del tutto peculiare, che passa attraverso la rappresentazione dei timori e delle vulnerabilità umane, contribuendo a sdrammatizzarle e a renderle più comprensibili.




