Tragedia sulla Lecce-Arnesano, muore il figlio del consigliere regionale Basile

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Redazione Interno Redazione Interno   -   La provinciale che taglia in due la campagna salentina, quel rettilineo che si mangia l’oscurità tra Lecce e Arnesano, è diventata nella notte il teatro di una mattanza silenziosa. Antonio Basile, ventun anni appena compiuti, figlio del consigliere regionale di Fratelli d’Italia Dino Basile, viaggiava a bordo della sua Mercedes GLC quando, per cause su cui i carabinieri stanno ancora versando metri di verbali, ha perso il controllo del mezzo. L’impatto contro il muro di cinta di una villetta privata – un muro che di solito protegge il sonno di una famiglia e che stavolta ha fermato una corsa senza freni – non gli ha lasciato scampo, consegnando il giovane di Porto Cesareo a una morte istantanea sotto le macerie del Suv.

La dinamica dello schianto e i rilievi

Secondo le prime sommarie informazioni fornite dagli inquirenti, a cui si aggiungono le testimonianze raccolte sul posto, il giovane procedeva da solo lungo l’arteria provinciale quando il mezzo, improvvisamente, è sbandato. La Mercedes ha sfondato la recinzione e si è accartocciata contro la struttura in muratura, in un boato che, a quell’ora (si stima intorno alle 3.45 di notte), ha svegliato i residenti più che allarmato le centrali operative. L’arrivo del 118, tempestivo come impone il protocollo, non ha potuto fare altro che constatare il decesso del ragazzo, la cui salma è stata successivamente trasferita presso la camera mortuaria dell’ospedale Vito Fazzi di Lecce a disposizione dell’autorità giudiziaria. I militari dell’Arma stanno ora vagliando l’ipotesi di un colpo di sonno o di un’improvvisa distrazione, ma nessuna pista, al momento, viene esclusa o privilegiata.

Il secondo schianto nella notte

Se la prima tragedia ha sconvolto la quiete del Salento, un’eco drammatica l’ha seguita a ruota, trasformando la notte in un incubo senza fine. Un amico del ventunenne, un uomo di 36 anni residente anch’egli a Porto Cesareo, appresa la notizia della morte, si è messo in macchina per correre sul luogo dello schianto, quasi a cercare un contatto fisico con l’assurdo. Nel tragitto tra Porto Cesareo e Monteroni, però, la sua auto è uscita di strada in prossimità di una rotatoria, cappottandosi violentemente. Il conducente, sbalzato fuori dall’abitacolo durante i ribaltamenti, è stato recuperato in condizioni disperate dai sanitari e ricoverato d’urgenza nel reparto di Rianimazione del nosocomio leccese, dove lotta per un grave trauma toracico. Due incidenti, legati dal filo invisibile di una disperazione che si fa carne e asfalto, che le forze dell’ordine stanno analizzando come episodi separati ma tragicamente consequenziali.

Il cordoglio istituzionale

La notizia della scomparsa di Antonio Basile ha inevitabilmente investito le stanze del potere regionale, dove il padre Dino siede tra i banchi della maggioranza di centrodestra. Il presidente della Regione Puglia, Antonio Decaro, a nome di tutta la giunta, ha voluto esprimere il proprio cordoglio al consigliere Basile, sottolineando il momento di "immenso dolore" che nessuna famiglia dovrebbe mai conoscere e offrendo un sostegno che è più umano che politico. Dello stesso tenore le parole del capogruppo di Fratelli d'Italia, Paolo Pagliaro, che ha parlato di "tragedia immane" e di un abbraccio "discreto", nel rispetto di un lutto che nessuna dichiarazione può lenire. Al di là degli schieramenti, la politica pugliese intera si è stretta attorno a Dino Basile, in quella che resta una delle prove più dure per un genitore: sopravvivere al proprio figlio.

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