Banca del Mezzogiorno, scadono i termini per le offerte: spunta Unicredit tra i pretendenti
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Redazione Economia
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La partita per l'acquisizione della Banca del Mezzogiorno, l'istituto nato dalle ceneri della ex Popolare di Bari, si arricchisce di un nuovo e pesante nome, destinato a cambiare gli equilibri di una corsa che sembrava ormai circoscritta a tre contendenti. Secondo quanto riferito da più fonti finanziarie, alla scadenza del termine per la presentazione delle offerte non vincolanti, fissata per lunedì 29 giugno, sul tavolo di Mediocredito Centrale sarebbero arrivate ben quattro proposte, e tra queste spiccherebbe anche quella di UniCredit.
L'istituto guidato da Andrea Orcel, che per settimane era stato accostato al dossier senza che mai vi fosse una conferma ufficiale, avrebbe dunque rotto gli indugi, presentando la propria candidatura al fianco di Credem, Crédit Agricole e della cordata composta da BCC Iccrea e Banca Popolare di Puglia e Basilicata.
Il risanamento dell'ex Popolare di Bari
L'operazione di cessione rappresenta il passo finale di un complesso percorso di risanamento che ha visto la banca pugliese uscire da una profonda crisi grazie a un intervento da 1,6 miliardi di euro, di cui 1,2 miliardi a carico del Fondo Interbancario di Tutela dei Depositi, che ha permesso di evitare il dissesto e di avviare un piano di rilancio sotto il controllo di Mediocredito Centrale.
Oggi la Banca del Mezzogiorno, che ha chiuso il 2025 con un utile netto di 31,8 milioni di euro in crescita del 42%, rappresenta un asset estremamente appetibile grazie alla sua rete di oltre 200 filiali capillarmente distribuite tra Puglia, Campania, Basilicata e con presenze anche a Roma e in Lombardia.
Le strategie in campo
Le strategie dei pretendenti sono profondamente diverse. La cordata guidata da BCC Iccrea insieme alla Banca Popolare di Puglia e Basilicata punta a spartirsi la rete, rafforzando la presenza cooperativa sui territori. Credem, storicamente molto prudente sul fronte delle acquisizioni, vedrebbe invece nell'operazione un'occasione per espandersi nel Sud Italia senza costose sovrapposizioni, in coerenza con la propria strategia di crescita organica.
Crédit Agricole, dato da molti osservatori come il favorito, utilizzerebbe BdM per consolidare la propria presenza in un'area dove è ancora poco radicato, all'interno di una più ampia strategia di espansione italiana che lo vede ormai prossimo alla soglia del 29,9% in Banco Bpm.
Il "no comment" di Unicredit
Il possibile ingresso di UniCredit, che per mesi aveva lasciato intendere di voler rimanere a guardare per concentrarsi sull'OPA su Commerzbank, introduce un elemento di forte incertezza. Le offerte presentate, che per ora hanno carattere non vincolante, verranno valutate da Mediocredito Centrale e dal Ministero dell'Economia, che avranno l'ultima parola in una partita che si preannuncia non solo economica ma anche politica, con il governo che valuterà attentamente le ripercussioni sul territorio e le garanzie occupazionali.
A stretto giro si aprirà la data room per la due diligence, mentre le offerte vincolanti definitive sono attese per il periodo successivo all'estate.




