La corsa allo spazio di Musk e quel rating "catastrofico" che non ferma l'IPO di SpaceX

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ECONOMIA

Redazione Economia Redazione Economia   -   Non c’è, per ora, alcun razzo esploso alla rampa di lancio, a dispetto delle valutazioni di qualche analista che già profetizza una bolla pronta a scoppiare.

Eppure, mentre la navicella Starship aspetta il suo turno, è un altro decollo a tenere con il fiato sospeso Wall Street: quello della Space Exploration Technologies Corp., meglio nota come SpaceX, pronta a debuttare sul Nasdaq (ticker SPCX) nella settimana del 12 giugno. corriere

Si tratta, come ormai noto, della madre di tutte le IPO: una racconta che si aggirerebbe intorno ai 75 miliardi di dollari, per una valutazione che, sebbene lievemente rivista al ribasso (si parla di almeno 1,8 trilioni di dollari contro i precedenti 2), resta comunque di una magnitudine tale da far impallidire il record del colosso saudita Aramco.

Gli acquirenti, travolti dalla FOMO (la paura di essere esclusi), sembrano però dover fare i conti con una doccia fredda proveniente dal Nord Europa, dove un importante fondo pensione danese ha deciso di alzare la voce. corriere

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AkademikerPension, fondo da 25 miliardi di dollari che già in passato aveva boicottato i bond americani e le stesse auto di Tesla, ha ufficialmente messo SpaceX nella propria lista nera.

Il motivo, a dir poco originale per un’azienda che promette di rivoluzionare il capitalismo, non è solo il prezzo (che definiscono "grossolanamente sopravvalutato"), ma la struttura di governance, bollata senza mezzi termini come "catastrofica". corriere

A fornire il destro alle critiche è il prospetto S-1 depositato alla Sec: un documento che rivela come Musk, grazie a un sistema di azioni dual-class (classe B con 10 voti per azione), deterrà circa l'85% dei diritti di voto.

Una concentrazione di potere che, nei fatti, rende l’amministratore delegato (che ricopre anche i ruoli di presidente del cda e direttore tecnologico) un comprimario inamovibile, privo di qualsiasi contrappeso, anche solo per ciò che riguarda l’indipendenza del board. corriere

Un modello di "controllo assoluto" che per i gestori danesi rappresenta un rischio troppo alto, indipendentemente dalla pur riconosciuta eccellenza ingegneristica del gruppo. corriere

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A rendere ancora più affascinante (e per molti versi azzardata) l’operazione, ci pensano però i piani di incentivazione dell’azienda, che trasformano la quotazione in una sorta di scommessa futuristica.

L’IPO è infatti il viatico per un pacchetto di compensi miliardario che farebbe impallidire persino quello (già record) ottenuto dallo stesso Musk in Tesla. I documenti rivelano l’esistenza di un meccanismo di "goal extraterrestri" per permettere al patron di incassare ulteriori stock. corriere

Il primo scenario, quello più ambizioso, prevede che SpaceX raggiunga una capitalizzazione di 7,5 trilioni di dollari e, contestualmente, stabilisca una colonia permanente su Marte con una popolazione di almeno un milione di esseri umani.

Il secondo, forse più concreto agli occhi degli investitori di oggi, lo vede impegnato nella realizzazione di giganteschi data center orbitali, capaci di erogare una potenza di calcolo di 100 terawatt per l’intelligenza artificiale. corriere

Obiettivi che, al momento, suonano come pura fantascienza ma che giustificano l’enorme mole di investimenti in perdita sostenuti dall’azienda: SpaceX ha infatti chiuso il 2025 con un rosso di 4,94 miliardi di dollari (dopo l’utile del 2024), principalmente a causa dei costi colossali per i data center della divisione xAI e della costruzione del razzo Starship. corriere

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C’è però un ultimo elemento, tecnico ma decisivo, che spiega l’entusiasmo della vigilia e che riguarda la liquidità. La particolarissima struttura del lock-up period (il periodo durante il quale gli addetti ai lavori non possono vendere) permetterà un rilascio graduale dei flussi, evitando il classico tonfo dei 180 giorni successivi al debutto. corriere

Inoltre, e qui sta il vero asso nella manica, le recenti modifiche ai regolamenti del Nasdaq hanno aperto le porte a una "fast entry" per i giganti come SpaceX: l’azione potrebbe entrare nell’indice Nasdaq 100 già dopo poche settimane dalla quotazione. Un meccanismo che costringerebbe i fondi passivi (quelli che replicano l’indice) a comprare quote per decine di miliardi di dollari, creando una domanda forzosa capace di sorreggere il titolo a prescindere dai fondamentali immediati. corriere

Un meccanismo su misura che, di fatto, scardina le tradizionali logiche di mercato per assecondare l’ingresso dei "magnifici 7" (oggi 8) dello spazio e dell’AI. E mentre i razzi di Musk puntano alle stelle, le regole del Nasdaq sembrano essersi già adattate per inseguirli, lasciando agli investitori di carne e ossa il solo ruolo di spettatori (o compratori) di questa vertiginosa ascesa. corriere

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