Falconara, la raffineria Api passa agli azeri di Socar

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Redazione Economia Redazione Economia   -   L’amministrazione comunale di Falconara, la quale ha sempre seguito con attenzione l’evolversi della vicenda, ha appreso la notizia della definitiva cessione della raffineria Api al gruppo azero Socar soltanto attraverso le agenzie di stampa internazionali e la stampa nazionale, senza che fosse preceduta da alcun tipo di comunicazione ufficiale da parte della proprietà uscente. «Sin da subito un confronto diretto con i vertici della nuova proprietà, così da comprendere le intenzioni per il futuro», ha dichiarato il comune in una nota, evidenziando un avvio non proprio trasparente di un’operazione dalle ampie implicazioni industriali.

Sul fronte politico, l’europarlamentare Pd e candidato presidente della Regione Marche, Claudio Ricci, ha definito «molto grave» l’assenza delle istituzioni regionali e locali in un passaggio così delicato, sollevando interrogativi cruciali che, al momento, restano senza risposta. «Come si può non sapere nulla sull'impatto occupazionale che avrà questa operazione e sull’eventuale bonifica del sito?», ha chiesto Ricci, annunciando che, una volta al governo, la sua amministrazione regionale chiederà «chiarezza, trasparenza e tutele per i lavoratori».

La transazione, che comprende anche una rete di circa 4500 distributori di carburante, segna il passaggio di un pezzo significativo del panorama energetico italiano a capitale straniero, in un contesto nazionale già reso complesso dalla volatilità dei prezzi e dalle difficoltà che spingono molte aziende storiche verso la vendita. All’interno dello stabilimento, che impiega 347 dipendenti diretti e altre 650 persone attraverso appalti esterni, l’atmosfera è carica di apprensione.

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