La scuola riparte tra cali di iscritti, divieti e un esercito di precari

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Redazione Interno Redazione Interno   -   Suona la campanella in Toscana per oltre 436mila studenti, che oggi, 15 settembre, fanno il loro ingresso nelle 21.518 classi di ogni ordine e grado per l’avvio dell’anno scolastico 2025-2026. Un ritorno tra i banchi che, se da un lato segna la ripresa consueta delle attività didattiche dopo la pausa estiva, dall’altro si caratterizza per alcuni elementi di forte criticità strutturale, a cominciare dal sensibile calo di iscrizioni registrato nelle prime classi dei diversi cicli di studio, un dato che appare in netta controtendenza rispetto al passato.

I numeri diffusi dall’Ufficio Scolastico Regionale fotografano una realtà composita: 51.998 bambini frequenteranno la scuola dell’infanzia, 123.793 la primaria, 91.182 la secondaria di primo grado e 169.698 quella di secondo grado. A questi, se ne aggiungono altri 28.600 nella provincia di Savona, dove il rientro procede, stando alle prime valutazioni, con una copertura delle cattedre più solida rispetto agli anni precedenti, sebbene permangano annose questioni irrisolte.

Proprio il tema del personale, infatti, si conferma uno dei nodi cruciali di questa tornata: un alto numero di supplenti, infatti, è stato chiamato a garantire l’avvio delle lezioni, mentre in diversi istituti – come denunciato dalla Flc Cgil – si segnala la carenza di collaboratori scolastici, figura essenziale per il regolare funzionamento della macchina amministrativa e per la sicurezza degli ambienti.

Sul versante disciplinare, una delle novità più rilevanti è l’introduzione del divieto assoluto di utilizzo degli smartphone durante le lezioni, negli intervalli e in tutte le pertinenze scolastiche, una misura fortemente voluta dal Ministero dell’Istruzione e del Merito a metà giugno. La circoscrizione è drastica e ammette deroghe esclusivamente in presenza di PEI o PDP, per esigenze personali debitamente motivate e autorizzate, o in specifici indirizzi tecnologici dove il dispositivo sia considerato “strettamente funzionale” al percorso di studi.

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