“Problemi fuori dal mio controllo”: la rabbia di Verstappen dopo la qualifica di Baku
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Redazione Sport
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Doveva essere un sabato d’assalto sui muretti del circuito cittadino di Baku, dopo la velocità dimostrata nell’ultima sessione di libere, ma le qualifiche del Gran Premio dell’Azerbaigian si sono trasformate in un piccolo calvario tecnico per Max Verstappen. Un ottavo posto amaro, costruito tra cali di potenza improvvisi, problemi alla batteria e un finale di Q3 compromesso anche da una bandiera gialla capitata nel momento peggiore.
Un venerdì da favorito, poi il crollo
Il weekend azero era iniziato sotto i migliori auspici per il quattro volte campione del mondo, con la Red Bull che aveva introdotto nuovi aggiornamenti e sembrava aver trovato un equilibrio convincente sulla RB22. Nelle prove libere del venerdì l’olandese aveva mostrato un passo competitivo, chiudendo al terzo posto in entrambe le sessioni dietro le due Mercedes di George Russell e Kimi Antonelli, ma con un margine rassicurante sulle Ferrari. Poi, nella terza sessione di libere, era arrivato addirittura il miglior tempo in 1:43.922, davanti a Russell per appena 99 millesimi e a Lewis Hamilton per 111. Segnali che lasciavano presagire una qualifica da protagonista, con la concreta possibilità di inserirsi nella lotta per la prima fila.
Il motore che non spinge e la batteria che non carica
La realtà della Q1 ha però immediatamente smentito le premesse. Già dai primi minuti Verstappen ha iniziato a lamentare via radio una perdita di velocità massima rispetto al compagno di squadra Isack Hadjar, quantificata in circa mezzo secondo sul dritto. Il problema, stando a quanto dichiarato dallo stesso pilota al termine della sessione, era riconducibile alla power unit: «L’intera qualifica il motore non ha funzionato. Rispetto al mio compagno di squadra ero già mezzo secondo più lento sul dritto».
Un deficit che su un tracciato come quello di Baku, dove la velocità di punta e la trazione in uscita dalle curve lente fanno la differenza, si traduce in un handicap difficilmente colmabile con il solo talento.
Il colpo di grazia è arrivato in Q3, quando Verstappen si apprestava ad affrontare il giro decisivo. La batteria della sua Red Bull non si è ricaricata completamente, lasciandolo con una dotazione energetica dimezzata proprio nel momento in cui serviva la massima potenza elettrica. «Stavo iniziando il giro e all’improvviso mi hanno detto che la batteria non era carica. Non si ricarica, non funziona. E poi mi dicono che devo spingere con mezza batteria. A quel punto ne avevo abbastanza».
La frase pronunciata via radio, riportata da diverse fonti con toni più coloriti, ha reso plasticamente il livello di frustrazione del pilota olandese.
L’effetto domino sulle gomme e la bandiera gialla
L’abbandono del giro centrale per il problema alla batteria ha innescato una reazione a catena difficile da invertire. Senza la possibilità di spingere al massimo, Verstappen non è riuscito a mantenere le gomme nella finestra termica ottimale, un aspetto cruciale su un circuito dove i pneumatici perdono rapidamente prestazione se non vengono sollecitati adeguatamente. «Perdi temperatura perché non hai abbastanza potenza, e poi tutto si accumula nel giro finale».
Nel tentativo conclusivo l’olandese ha dovuto fare i conti anche con la bandiera gialla esposta per l’escursione fuori pista di Lando Norris alla curva 3, che lo ha costretto a sollevare il piede dall’acceleratore proprio nel tratto in cui stava cercando di recuperare il tempo perduto.
Il risultato finale, un 1:44.081 che lo ha piazzato ottavo a oltre un secondo e mezzo dalla pole di Russell, racconta di una qualifica vissuta costantemente in rincorsa. «Non è abbastanza buono. Tutto il weekend stavamo andando bene, la macchina si sentiva bene, e poi ci siamo imbattuti in così tanti problemi in qualifica».
La spada di Damocle rappresentata da un motore che, stando alle parole del pilota, si comportava in modo anomalo anche in fase di frenata con il motore, «come se tirassi il freno a mano in certe curve», complica ulteriormente il quadro in vista della gara di sabato.
Hadjar quarto, il contrasto interno in casa Red Bull
A rendere ancora più amara la giornata di Verstappen contribuisce il confronto diretto con il compagno di squadra. Isack Hadjar, al rientro dopo tre gare di assenza per un infortunio al polso, ha centrato la quarta posizione in griglia con il tempo di 1:43.500, dimostrando che la monoposto anglo-austriaca ha il potenziale per stare nelle prime file.
Il francese partirà dalla seconda fila alle spalle di Russell, Charles Leclerc e Oscar Piastri, mentre il quattro volte campione del mondo dovrà cercare la rimonta dalla quarta fila, in una gara che si preannuncia complicata su un tracciato dove i sorpassi non sono mai banali. La domanda che serpeggia nel paddock riguarda la natura del problema tecnico accusato da Verstappen: se si tratti di un guasto isolato alla sua unità motrice o di qualcosa di più strutturale, un interrogativo che gli uomini della Red Bull dovranno sciogliere nelle poche ore che separano dalla partenza.
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