Modric, un premio e l'elogio per Allegri: "Ha una personalità da vincente"
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Redazione Sport
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Durante la notte dei Gazzetta Sports Awards, che ha celebrato i campioni dello sport, Luka Modric è salito sul palco dell’Auditorium Fiera di Milano per ricevere un riconoscimento speciale, il “Premio Leggenda”. Il centrocampista croato, che dopo un’era gloriosa al Real Madrid ha scelto di indossare la maglia del Milan la scorsa estate, si è detto onorato del premio conferitogli dal presidente di Rcs Urbano Cairo, il quale, in un tono scherzoso, aveva poco prima ammesso di preferire non incrociare un giocatore del suo livello in campo. Modric, nel ringraziare, ha subito spostato l’attenzione sulla sua nuova avventura italiana, descrivendo l’approdo al club rossonero come la realizzazione di un sogno a lungo accarezzato, uno di quelli che segnano la carriera di un calciatore.
L'adattamento al Milan e la sintonia con il tecnico
Nonostante la recente militanza, il giocatore ha già assunto un ruolo cardine nel centrocampo di Massimiliano Allegri, dimostrando come la sua classe trascenda l’anagrafe e si plasmi con intelligenza in un contesto tattico differente. “Mi sento bene, fisicamente e mentalmente”, ha dichiarato Modric, “mi sto divertendo e tutto sta andando per il verso giusto”. Questa condizione di benessere, che lui stesso attribuisce alla serenità trovata nel nuovo ambiente, è stata la base per un immediato impatto in campionato, tanto da farlo considerare da molti uno dei migliori acquisti dell’ultima sessione di mercato. La sua presenza in campo, del resto, non è mai fine a se stessa, ma si trasforma spesso in regia e in controllo dei tempi di gioco, qualità che Allegri ha saputo valorizzare senza remore.
Le parole sul mister: un profilo da leader
Il fulcro del suo intervento, tuttavia, è stato il pubblico elogio rivolto all’allenatore rossonero. “Sono contento di lavorare con Allegri”, ha affermato senza mezzi termini il pallone d’oro 2018, “perché è un vincente, ha una grande personalità”. Una dichiarazione che va oltre la formale cortesia e delinea i tratti di un rapporto professionale fondato sulla stima reciproca. Modric, abituato a collaborare con tecnici di altissimo livello, riconosce nel suo attuale allenatore non solo una competenza tattica, ma soprattutto quel carisma e quella forza caratteriale che sono spesso il discrimine negli spogliatoi delle grandi squadre, dove la gestione degli uomini conta quanto quella degli schemi.
Il contesto sportivo e una speranza per il futuro
Parlando poi del calcio italiano nel suo complesso, il croato non ha nascosto una preoccupazione che tocca tutti gli appassionati dello sport nel paese: l’assenza della nazionale ai Mondiali. Definendola, senza giri di parole, una “tragedia”, Modric ha sottolineato come il torneo perda parte del suo fascino senza una rappresentativa che vanta un palmarès di quattro titoli. Un’assenza che, secondo la sua visione, rappresenta uno scossone per l’intero movimento, ma che potrebbe anche costituire uno stimolo per una rifondazione. Le sue parole, in definitiva, hanno dipinto il quadro di un uomo felice della propria scelta, immerso in un progetto ambizioso e guidato da una figura in cui ripone piena fiducia, elementi che concorrono a spiegare la sua rapida e positiva integrazione.




