La ‘Partita del dono’ a Forlì: duemila cuori (e 12mila euro) per Silver Sirotti

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Redazione Cultura e Spettacolo Redazione Cultura e Spettacolo   -   Sono bastati novanta minuti di gioco, mescolati a una generosità che non ha bisogno di tabelle né di marcature a uomo, per trasformare lo stadio Morgagni in un crocevia silenzioso di memoria e solidarietà. Alle ore 20 del 9 aprile 2026, le luci dell’impianto sportivo forlivese si sono accese per la ‘Partita del dono’, evento organizzato dal Comune di Forlì e dal Club Forza Forlì che ha messo di fronte la Nazionale italiana Cantanti e il Team Silver 1974. Non una semplice sfida calcistica, s’intende, bensì una serata nella quale il pallone diventava – quasi per incidente – il pretesto per due obiettivi ben precisi: raccogliere fondi destinati ad Avis, Admo e Aido, e tenere vivo il ricordo di un uomo, Silver Sirotti, ferroviere forlivese che a soli ventiquattro anni perse la vita nel tentativo di salvarne altre durante l’attentato neofascista sul treno Italicus, all’altezza di San Benedetto Val di Sambro, in provincia di Bologna (furono dodici le vittime accertate).

Un’assenza pesante, ma una tribuna che non tradisce

Nonostante la punta di diamante dello spettacolo leggero, Sal Da Vinci – fresco vincitore del Festival di Sanremo con ‘Per sempre sì’ – fosse assente, la tribuna dello stadio si è presentata gremita. Poco importava, a dire il vero, il risultato finale; a vincere è stato piuttosto il cuore di una città che ha risposto con oltre 1.500 spettatori presenti sugli spalti, generando un incasso di 12mila euro. Una cifra, quest’ultima, che non rappresenta soltanto un gettito economico, ma la traduzione numerica di un affetto concreto verso le associazioni che ogni giorno si occupano di donazione di sangue, midollo e organi. L’apertura della serata è stata affidata alla voce della giovane artista forlivese Matilde Montanari, finalista del programma televisivo ‘The Voice Generations’, la quale ha intonato un ricordo di Silver Sirotti senza retorica, restituendone l’umanità con poche note.

Il filo che lega Gatteo Mare a Forlì

Se Forlì ha stretto i denti e mostrato i muscoli della solidarietà, un’altra località romagnola ha accolto con soddisfazione il ritorno della Nazionale Cantanti: Gatteo Mare. Il legame con questa formazione itinerante si è ormai consolidato negli anni, tanto che il Comune di Gatteo ha visto riconosciuta la propria località come “Casa della Nazionale Cantanti”. Una collaborazione, quella tra l’amministrazione e il gruppo di artisti-calcettisti, fondata su valori che qualcuno definirebbe altisonanti – sport, musica, promozione sociale – ma che in realtà si traducono in gesti semplici: presenze ripetute, partite organizzate, incassi devoluti senza troppe cerimonie.

Dodici vittime, un solo nome diventato simbolo

L’attentato al treno Italicus del 1974 rappresenta una ferita ancora aperta nella memoria collettiva dell’Emilia e dell’Italia intera. Silver Sirotti, in quella strage, non fu soltanto una vittima: fu colui che, da ferroviere, non esitò a mettersi in mezzo per cercare di trascinare fuori dalle lamiere altri passeggeri. La ‘Partita del dono’ non ha rievocato quei minuti di orrore – nessun dettaglio esplicito, nessuna ricostruzione cruda – ma ha preferito affidare il suo coraggio a un trofeo speciale, assegnato al termine dell’incontro. I 1.200 biglietti inizialmente messi a disposizione sono andati esauriti in anticipo, costringendo gli organizzatori a trovare soluzioni dell’ultimo minuto per accogliere chi era rimasto fuori. Un piccolo caos, quello della solidarietà, che fa piacere gestire.

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