I Jalisse tornano con Canzonissima e lanciano un messaggio a De Martino: «Preparati per Sanremo»
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Redazione Cultura e Spettacolo
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Il paradosso, si sa, è diventato una consuetudine: ogni anno, puntuale come un orologio svizzero, il nome dei Jalisse risuona nell’aria sanremese senza che loro, di fatto, abbiano mai messo piede sul palco dell’Ariston in queste ultime decine di edizioni. Alessandra Drusian e Fabio Ricci, però, non hanno mai smesso di fare musica, né di coltivare quella visibilità che, paradossalmente, l’assenza continua a garantire loro. E adesso, a spezzare il circolo vizioso delle domande ai direttori artistici – quelle sempre uguali, sempre rimaste senza una risposta definitiva – ci pensa un ritorno in prima serata che ha il sapore della rivincita. Dal 21 marzo, i due artisti saranno protagonisti di “Canzonissima”, il leggendario varietà che Milly Carlucci riporta sugli schermi di Rai 1 dopo un’assenza lunga oltre cinquant’anni. Un ritorno, quello del programma storico, che inevitabilmente intreccia le sue traiettorie con quelle del futuro della televisione pubblica.
Un sabato sera che guarda al futuro
La collocazione nel sabato sera di Rai 1 non è mai un dettaglio, men che meno quando il palinsesto si prepara a accogliere un nuovo corso. Il fatto che “Canzonissima” torni proprio in quella fascia, con la regia e la cura di Milly Carlucci, fa scattare immediatamente un meccanismo di speculazione che, questa volta, trova nei Jalisse una sorta di “ponte” ironico verso il prossimo Festival. Fabio Ricci, con quella battuta secca che suona come un avvertimento scherzoso ma nemmeno troppo, lo ha detto chiaro e tondo riferendosi a Stefano De Martino: «Preparati per Sanremo». Il riferimento, diretto, è al ruolo di prossimo direttore artistico della kermesse che De Martino andrà a ricoprire, e la frase dei Jalisse si carica così di una doppia valenza: da un lato la consapevolezza di essere diventati, nel tempo, gli “assenti eccellenti” più celebri d’Italia; dall’altro la voglia di dimostrare che il loro percorso non si è mai fermato al singolo successo di “Fiumi di parole”. Perché, in fondo, tornare in tv con un varietà storico significa riappropriarsi di una narrazione che li ha visti, per anni, relegati al ruolo di spettatori (mancati) della kermesse.
Fialdini: la rinascita dopo il dolore
A completare il quadro di questo ritorno in grande stile c’è un’altra protagonista che, suo malgrado, ha imparato a convivere con la pressione della diretta e con i colpi imprevisti della vita. Francesca Fialdini, che sarà della partita insieme ai Jalisse in questa edizione di “Canzonissima”, arriva all’appuntamento dopo un’esperienza intensissima a “Ballando con le Stelle”. Tre mesi fa, la conduttrice ha chiuso la sua avventura nel talent show di Milly Carlucci con un secondo posto che, a ben guardare, pesa meno delle cicatrici fisiche e professionali riportate lungo il percorso. Una frattura alle costole – incidente di percorso in una competizione feroce – non le ha impedito di portare a termine l’impegno, ma le ha regalato una nuova consapevolezza. Quella di potersi mostrare, appunto, in una versione diversa, più dura e allo stesso tempo più autentica. Adesso, tornare all’Auditorium Rai del Foro Italico per un altro programma targato Carlucci rappresenta per Fialdini la chiusura di un cerchio. Lontana dalle luci sfavillanti della gara, potrà finalmente dedicarsi a quella conduzione più riflessiva che ha sempre contraddistinto la sua carriera, fatta di ascolto e di profondità, senza per questo rinunciare alla leggerezza di un varietà storico.
Il ritorno di un mito e le sfide del palinsesto
“Canzonissima” non è solo un programma, è un pezzo di storia della televisione italiana. Riportarlo in onda dopo un silenzio di oltre mezzo secolo è un’operazione di altissimo profilo che Milly Carlucci ha deciso di curare in prima persona, misurandosi con un format che ha segnato generazioni di telespettatori. La scelta di collocarlo nel sabato sera, giorno di massimo ascolto, la dice lunga sulle ambizioni della Rai per questa operazione nostalgia. E proprio la sovrapposizione temporale – ancorché simbolica – con la prossima gestione di Stefano De Martino (che sarà al timone di “Affari Tuoi” e, da lì, proiettato verso Sanremo) crea un cortocircuito narrativo particolarmente interessante. I Jalisse, in questo senso, si fanno portavoce involontari di una tradizione che non vuole morire: quella della canzone italiana in tv, che dal Festival passa per i grandi varietà e ritorna puntualmente al punto di partenza. Fabio Ricci, con la sua battuta, ha di fatto sintetizzato il sentimento di chi, dopo anni di porte chiuse, ha finalmente trovato una ribalta abbastanza grande per ricordare a tutti che la musica, quella vera, non si ferma di fronte a una mancata convocazione.




