I Jalisse e Francesca Fialdini nel nuovo corso di “Canzonissima”, tra attese sanremesi e rinascite televisive

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Redazione Cultura e Spettacolo Redazione Cultura e Spettacolo   -   Si riaccendono i riflettori su una delle formule più iconiche della televisione italiana, ma il meccanismo che la riporta in scena, dopo oltre mezzo secolo di oblio, sembra innescare reazioni a catena ben più contemporanee. Dal 21 marzo, il sabato sera di Rai 1 tornerà a chiamarsi “Canzonissima” – il progetto che Milly Carlucci ha estratto dagli archivi – e a fare da collante tra passato e presente ci saranno due coppie, per certi versi antitetiche ma accomunate dalla capacità di riemergere dalle aspettative altrui. Da un lato ci sono i Jalisse, ovvero Alessandra Drusian e Fabio Ricci, da anni trasformati in un simbolo quasi mitologico della kermesse sanremese; dall’altro c’è Francesca Fialdini, la conduttrice che, dopo una convalescenza fatta di costole rotte e nuova consapevolezza, si prepara a riabitare lo stesso auditorium del Foro Italico che l’aveva vista protagonista ai ferri corti con la pista da ballo.

Per i Jalisse, l’attesa è diventata col tempo una sorta di ruolo fisso nel copione del Festival. Ogni anno, immancabilmente, si ripropone il rituale: un brano presentato, una domanda al direttore artistico di turno, l’eco di un’assenza che diventa presenza narrativa. Ma Fabio Ricci, con quella schiettezza che non ha mai tentato di addomesticare, taglia corto con una provocazione che suona come una dichiarazione di intenti. «Non siamo fermi a Fiumi di parole», dice, giocando con il titolo del loro celebre successo per ribadire che la carriera, nonostante l’ostinata assenza dall’Ariston, ha continuato a scorrere. E nel pronosticare l’arrivo di Stefano De Martino alla guida artistica del Festival, il messaggio si fa più diretto: «Preparati per Sanremo», un avvertimento che suona quasi come un passaggio di testimone ideale, o forse come la volontà di ricordare al nuovo direttore – attualmente al centro di un doppio fronte tra la conduzione del sabato sera e il futuro dell’evento musicale – che i conti con la storia del Festival non si fanno mai davvero.

Lo spazio scenico in cui si muoveranno, quello di “Canzonissima”, è di per sé un esercizio di memoria attiva. Milly Carlucci, che negli ultimi anni ha costruito la propria solidità su formati come Ballando con le Stelle, ha deciso di riesumare il titolo storico della varietà musicale, affidandone la regia a un cast che mescola la riconoscibilità popolare con le nuove sfide professionali. Non a caso, la scelta di coinvolgere i Jalisse ha il sapore di un azzardo calcolato: inserire due artisti che rappresentano l’eterno “quasi” della musica italiana in un programma che si propone di resuscitare un pezzo di storia televisiva significa giocare la partita della resilienza, trasformando l’attesa in azione.

E se i Jalisse portano con sé la tensione di un destino incompiuto, Francesca Fialdini arriva a questo appuntamento con il ancora segnato da una sfida fisica recente. La sua avventura a Ballando con le Stelle si è conclusa tre mesi fa, con un secondo posto che pochi avrebbero pronosticato all’inizio, ma anche con una frattura alle costole che avrebbe potuto fermare chiunque. Invece, quella che ne è emersa, come lei stessa ha avuto modo di raccontare, è stata una versione diversa di sé: più consapevole, meno protetta dietro il ruolo di conduttrice d’inchiesta, e improvvisamente in grado di mostrare una vulnerabilità che l’ha resa più umana agli occhi del pubblico. Ora, quel percorso di trasformazione si riverbera nel ritorno al Foro Italico, dove abbandona le scarpe da ballo per vestire ancora i panni della padrona di casa, ma con una nuova sicurezza che deriva proprio dall’aver saputo gestire l’imprevisto.

Un debutto che attende le scelte del nuovo direttore artistico

La sovrapposizione temporale tra il debutto di “Canzonissima” e l’avvicinarsi della stagione che porterà Stefano De Martino a gestire il prossimo Festival di Sanremo non è certo un caso per gli addetti ai lavori. Anzi, il programma di Carlucci si inserisce in una fitta rete di equilibri televisivi in cui la Rai sembra voler testare sul campo alcune delle sue pedine più strategiche. De Martino, chiamato a raccogliere una delle eredità più pesanti del piccolo schermo, si trova già al centro di un confronto ideale con i Jalisse, che con la loro battuta (“Preparati per Sanremo”) hanno implicitamente sollevato la questione di una mancata presenza che ormai dura da venticinque anni. Se il nuovo direttore artistico vorrà o meno interrompere questa tradizione è un elemento che resta sospeso, ma che alimenta l’interesse attorno a una trasmissione, “Canzonissima”, destinata a diventare un osservatorio privilegiato sulle dinamiche future della musica in Rai.

Il ritorno di Fialdini tra dolore fisico e maturità professionale

Per Francesca Fialdini, invece, l’impegno nel programma rappresenta un ritorno a un territorio già noto, ma visto con occhi diversi. La frattura alle costole, subita durante le prove di Ballando, è stata il simbolo fisico di un percorso che l’ha obbligata a mettersi in gioco ben oltre il copione. Ora, dopo aver attraversato quella prova, la conduttrice romana si appresta a condurre un varietà che richiede leggerezza, ma anche una solida capacità di gestire la diretta. La sua presenza all’Auditorium del Foro Italico, lo stesso luogo in cui aveva sfidato il dolore per continuare a ballare, assume così il valore di una conferma: il mestiere, per lei, si nutre anche di questi passaggi al limite, capaci di restituire una profondità che va oltre la semplice immagine televisiva.

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